CGIA, aiuti a fondo perduto hanno coperto solo il 25% delle perdite

(Teleborsa) – I contributi a fondo perduto per artigiani, piccoli commercianti, ristoratori e esercenti colpiti dal Covid hanno coperto solo il 25% delle perdite di fatturato subite quest’anno e con le difficoltà di questi mesi, non è da escludere che almeno 350 mila piccole e micro aziende di questi settori chiudano definitivamente entro la fine di questo mese, secondo un’analisi della CGIA. “Per sostenere quelle imprese che invece continueranno a tenere aperto è necessario un cambio di marcia, passare dalla logica dei ristori a quella dei rimborsi – ha spiegato il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – In primo luogo indennizzando fino al 70% i mancati incassi e in secondo luogo abbattendo anche i costi fissi, così come ha stabilito nelle settimane scorse la Commissione Europea”.

Dal 13 ottobre l’Unione Europea ha concesso agli Stati membri di erogare aiuti fino al 90% dei costi fissi sostenuti dalle imprese che, per effetto del Covid, abbiano subito una contrazione del fatturato di almeno il 30%. Tra questi costi sono inclusi gli affitti, le bollette energetiche e le spese assicurative. Se questa misura è giudicata positivamente dalla CGIA, ce n’è un’altra che potrebbe creare problemi alla imprese, soprattutto alle PMI: la nuova definizione introdotta dall’Unione Europea in materia di default.

“Dopo aver abbassato la soglia di sconfinamento per cittadini e imprese, per evitare gli effetti negativi dei crediti deteriorati Bruxelles ha imposto alle banche l’azzeramento in 3 anni dei crediti a rischio non garantiti e in 7-9 anni per quelli con garanzia reali – ha spiegato il segretario Renato Mason – È evidente che l’applicazione di questa misura indurrà moltissimi istituti di credito ad adottare un atteggiamento di estremo rigore nell’erogare i prestiti, per evitare di dover sostenere delle perdite nel giro di pochi anni”.

Dall’inizio della crisi pandemica fino a oggi, secondo i calcoli della CGIA, le risorse direttamente a sostegno delle imprese italiane ammontano a circa 35 miliardi di euro. Nonostante ciò, questi aiuti sono stati, per la gran parte dei destinatari, del tutto insufficienti e l’associazione propone uno stanziamento che compensi quasi totalmente sia i mancati incassi sia le spese correnti che continuano a sostenere. Limitatamente alle figure artigiane e commerciali, inoltre, sarebbe necessaria una deroga all’attuale normativa in materia contributiva INPS, eliminando il versamento riferito al minimale prestabilito, consentendo così agli interessati al solo versamento dei contributi calcolati sull’effettivo reddito prodotto negli esercizi 2020 e 2021.

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