Censis-Enpaia: sostenibilità motore dell’agricoltura nonostante crisi ristorazione

(Teleborsa) – Il fatturato della ristorazione, tra lockdown e seconda ondata, avrà perso il 40% entro fine anno, e la crisi del settore si prolungherà anche nei prossimi mesi. Ben 15,4 milioni di italiani sono convinti infatti che non torneranno a mangiare fuori casa, almeno non subito, secondo le previsioni dell’Osservatorio sul mondo agricolo, “L’agricoltura nella seconda ondata, tra resistenza e rilancio” pubblicato oggi da Fondazione Enpaia e Censis. La crisi della ristorazione minaccia di conseguenza anche l’agricoltura, che sta sperimentano carenza di manodopera a causa delle restrizioni, taglio dei fatturati per il calo di vendite dei settori collegati e crisi degli agriturismi.

Dai dati emerge che nel primo semestre 2020 il valore aggiunto del mondo agricolo è sceso del -3,8% reale rispetto al 2019, mentre si registra -18,9% per l’industria e -10% per i servizi. Nel secondo trimestre 2020 in agricoltura si ha -8% di rapporti di lavoro attivati rispetto al 2019 (-31.124 in termini assoluti), sul totale dell’economia invece il calo è stato del -44,5%.

Durante la pandemia da Covid-19 si è rinnovata la centralità sociale del cibo con l’aumento della spesa alimentare domestica del +2,3% reale e il decollo verticale di alcuni prodotti tipici del mangiare in casa con il +12% della pasta, +16% del riso e poi +16,2% della birra, +9,3% dei vini, +11,1% della frutta, +12,2% degli ortaggi. Inoltre, vi è stato il boom degli acquisti presso i riscoperti negozi tradizionali di prossimità con +31% delle vendite.

Secondo l’osservatorio Fondazione Enpaia-Censis, il costo non il criterio primario con cui gli italiani scelgono gli alimenti. Nella spesa alimentare vince la sicurezza degli alimenti (58%), poi la tracciabilità per verificarne la provenienza (40%), il gusto (35%), i contenuti nutrizionali (35%) e, solo dopo, il costo (31%).

La sostenibilità ambientale e delle comunità resta per il 95,5% degli italiani la priorità per il futuro prossimo. Per il 90,6% degli italiani l’agricoltura ne è già oggi il motore e per il 60% ha dato sinora un contributo importante nella lotta al cambiamento climatico. Inoltre, secondo il 93% degli intervistati essa è decisiva per le aree rurali. Del resto, attualmente l’agricoltura consente agli italiani di mangiare sostenibile con prodotti nutrienti e salutari (51%), non trattati con pesticidi (40%), di origine locale (28%), dal prezzo per tutti accessibile (22%), realizzati con metodi e tecniche a basso impatto ambientale (19%).

Agricoltura e sostenibilità sono strettamente legate e per gli italiani gli agricoltori (50%) sono il soggetto che più di tutti rende sostenibile il nostro sistema di produzione alimentare, più di industria alimentare (47%), governo nazionale (45%), amministrazioni regionali (35%) e istituzioni europee (31%). Il 93,7% degli italiani è inoltre favorevole a dare aiuti alle imprese agricole che investono in sostenibilità, intesa come tutela dell’ambiente e delle comunità. Il 92,3% dice sì a ridurre le tasse alle imprese per favorire gli investimenti in economia verde e circolare.

(Foto: Lellovski77, CC BY 2.5)

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