CdM: il Decreto Crescita non è all’ordine del giorno, ma sarà esaminato

(Teleborsa) – Slitta alle 19 il Consiglio dei Ministri, convocato inizialmente alle 18.00 di oggi martedì 23 aprile. All’ordine del giorno non figura il decreto Crescita ma fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che sarà comunque esaminato anche se non è segnalato nell’odg perché formalmente già approvato in una precedente riunione, con la formula salvo intese. Nella maggioranza, intanto, non si placa lo scontro su una delle norme più controverse proprio del dl, ribattezzata “Salva Roma”.

Il decreto, che ha assunto i connotati di un vero e proprio ‘omnibus’, e che insieme allo Sblocca cantieri dovrebbe sostenere la crescita del Pil per lo 0,1 per cento, è rimasto incagliato a causa del braccio di ferro interno alla maggioranza sulle norme ai truffati delle banche e, in queste ore, appunto, sul cosiddetto “Salva Roma” che fa “litigare” Lega e 5Stelle.

“Salva Roma”, Salvini: O si aiutano tutti o niente – “Regali a qualcuno non ne facciamo”, ha ribadito il Vicepremier, “non ci può essere un intervento salva-Raggi quando ci sono tanti comuni italiani in difficoltà e che hanno bisogno. O si aiutano tutti oppure non ci sono cittadini di serie A o di serie B, così come non ci sono sindaci di Serie A e di Serie B”. Mentre il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, spiega: “Qualsiasi norma che vada ad aiutare un Comune va benissimo, io ho Roma particolarmente nel cuore, ma dobbiamo tenere in considerazione il fatto che esistono altri Comuni: l’idea è fare in modo che altri Comuni, che abbiano delle necessità, siano presi in considerazione”.

Di Maio: “Taglia tasse, lo spiegherò a Salvini” – Non si fa attendere la replica di Luigi Di Maio: “Cosa penso del muro della Lega su Roma? Nulla, trovo grave che per fare campagna si colpisca la capitale lanciando slogan su un provvedimento a costo zero. È probabile che Salvini non abbia compreso la natura della misura, visto che punta a non far pagare più non solo ai romani gli interessi su un debito vecchio di 20 anni alle banche, ma anche a tutti gli italiani considerato che i 300 mln il governo Berlusconi li prese nel 2008 dalla fiscalità generale”. Poi il leader del M5s spegne le polemiche: “Spiegherò io stesso tutto questo a Salvini e sono sicuro che troveremo una soluzione”.

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