Cattolica svela Piano Industriale al 2020

(Teleborsa) – Crescita profittevole, eccellenza tecnica e innovazione. Questi i tre pilastri su cui poggia la strategia del Piano Industriale di Cattolica Assicurazioni che oggi 29 gennaio ha svelato il Piano Industriale 2018-2020 che sarà presentato alla Borsa di Milano in un incontro con analisti e investitori.

Crescita profittevole. Il Gruppo Cattolica punta a rafforzare e sviluppare la raccolta diversificando i canali e le linee di business, anche attraverso l’apporto di azioni inorganiche. 

Eccellenza tecnica. Da sempre prevalentemente concentrata sul business Auto, la Compagnia si pone l’obiettivo di ribilanciare il mix produttivo portando l’incidenza della raccolta Non Auto sul segmento Danni al 51%.

Innovazione & data management. L’obiettivo della Compagnia è quello di evolvere dal modello “danno/rimborso” al modello “prevenzione/protezione” con un’offerta e un servizio innovativi che faranno leva sui dati e sulla connettività. 

Trasversale alle azioni strategiche e alla base dei pilastri del Piano si pone l’azione di semplificazione e trasformazione culturale della Compagnia. L’azione combinata di questi driver mira a valorizzare i punti di forza già propri della Compagnia e consente di aumentare le performance. Cattolica può infatti già contare su:

– base clienti ampia e fidelizzata con una retention superiore alla media del mercato (+1p.p. nell’RCA);

– capillarità dei suoi canali distributivi (1.500 agenzie e accordi di bancassurance con top player del mercato); – reddittività Auto superiore ai peers (-4,5p.p. di loss ratio RCA);

– leadership in segmenti distintivi quali Agroalimentare, Enti Religiosi e Terzo Settore;

– solidità patrimoniale con Solvency II ratio superiore a 180%.

La Compagnia si pone inoltre l’obiettivo di:

– migliorare le proprie performance tecniche di redditività, in particolare negli ambiti Vita e Danni Non Auto;

– incrementare la produttività attraverso la semplificazione e l’automatizzazione dei processi;

– diversificare il mix prodotto rafforzando al contempo i canali distributivi; – aumentare il grado di innovazione grazie a telematica e digitalizzazione.

Negli ultimi mesi Cattolica ha già dato avvio a una fase di forte rinnovamento finalizzato a un cambiamento culturale, organizzativo e di governance dell’intero Gruppo. Lapartnership siglata di recente con Banco BPM permetterà a Cattolica di effettuare un importante salto dimensionale grazie alla capillarità della rete e alle forti competenze del terzo gruppo bancario italiano. 

Il Piano – spiega la nota di Cattolica – trasformerà profondamente il Gruppo grazie alle azioni individuate per ciascun pilastro della strategia che, sommate anche ad azioni di crescita inorganica, sono volte all’eccellenza tecnica e operativa, alla crescita profittevole e a nuove modalità di servizio e offerta al cliente. Le azioni di ribilanciamento del business mix Vita (cambio della produzione verso prodotti unit linked e tradizionali a basso assorbimento di capitale) e di quello Danni (focus sullo sviluppo del segmento Non Auto), i benefici derivanti dall’introduzione della telematica, la nuova società ad hoc per business specifici, l’apporto della JV con Banco BPM, l’ottimizzazione dei processi e un modello distributivo più forte consentiranno a Cattolica di raggiungere ambiziosi target al 2020:

crescita dell’utile operativo superiore al 60% sul 2016 (375 400 mln contro i 228F dell’intero 2016)

ROE operativo uguale e superiore al 10% in significativo incremento;

dividendo per azione in aumento di circa il 50% (0,50 euro contro gli 0,35 euro pagati nel 2016)

Questi risultati verranno conseguiti mantenendo elevata la solidità finanziaria del Gruppo con un Solvency II ratio compreso tra 160% e 180%. I premi cresceranno del 64% con una raccolta attesa tra 7,6-8mld: premi Danni tra 2,4-2,6 mld  e premi Vita tra 5,2-5,4mld.

La raccolta beneficerà prevalentemente di azioni di crescita inorganiche, come la partnership strategica con Banco BPM  che, grazie alla forza distributiva di circa 1.700 sportelli, porterà al 2020 a un incremento di premi pari a 140 mln nel Danni e di 3mld nel Vita. Nel Vita migliorerà la redditività e l’offerta, mentre nel Danni si raggiungerà un ribilanciamento del mix produttivo. Il tasso di incidenza dei costi diminuirà nell’arco di Piano dal 5,9% al 4,8%.

In vista anche cambiamenti alla governance. Obiettivo del CdA è rendere la gestione “più snella ed efficiente e favorire l’ingresso degli investitori istituzionali come soci”.

All’assemblea verrà proposta l’adozione del sistema “monistico”, con una riduzione del numero dei consiglieri e l’abolizione del Comitato Esecutivo. Viene poi innalzato al 5% il tetto alle quote azionarie delle persone giuridiche e riservate “opportune forme di rappresentanza” alla lista che raggiungerà determinate soglie di capitale. “Il piano industriale renderà il Gruppo innovativo e agile”, ha detto l’ Amministratore Delegato, Alberto Minali, ha dichiarato: “La concretezza di questo Piano trova conferma nel target al 2020 del dividendo per azione: vogliamo ripagare i nostri azionisti della fiducia che ci accordano e prevediamo una remunerazione in aumento di circa il 50%”.

 

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