Catalfo, regolarizzazione non è sanatoria indiscriminata

(Teleborsa) – La procedura di regolarizzazione dei migranti introdotta dal Dl rilancio “non consiste nè in una sanatoria indiscriminata e generalizzata di rapporti di lavoro irregolari nè in un’altrettanto indiscriminata sanatoria della presenza nel nostro territorio di migranti privi del permesso di soggiorno”.

Lo ha sottolineato il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, nel corso di un’audizione a Palazzo San Macuto sulla gestione del fenomeno migratorio nell’area Schengen precisando che il provvedimento “vuole contribuire a stabilizzare e a rendere visibili e trasparenti rapporti di lavoro già in essere prima del dilagare della pandemia – ha detto – in settori come quello agricolo e domestico nei quali, tradizionalmente, le persone sono più a rischio di sfruttamento e di privazione di ogni diritto, anche il più elementare”.

E ancora: il meccanismo di emersione del lavoro irregolare introdotto dal decreto rilancio “si inserisce nel complesso delle doverose misure adottate dal Governo in questi ultimi mesi per affrontare l’emergenza sanitaria, con l’obiettivo di proteggere al meglio la salute pubblica”, sottolinea ancora Catalfo secondo la quale il piano per il contrasto al caporalato è “una buona base di partenza” e “va rafforzato per togliere dalle mani dei caporali in modo definitivo il potere di intermediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro”.

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Catalfo, regolarizzazione non è sanatoria indiscriminata