Castelli, tre priorità per imprese a rischio default

(Teleborsa) – “Iniziano ad emergere, con chiarezza, i numeri della crisi lato imprese. Quello che più ci deve preoccupare in questo frangente, secondo me, è l’aumentare vertiginoso del peso del debito che hanno contratto, anche a causa della pandemia”. Lo scrive, in un post, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

La domanda – scrive Castelli – “per le imprese che saranno riuscite a non chiudere, proseguendo nella loro attività, è: quanti anni in più di cash flow (differenza costi ricavi) varrà l’indebitamento delle imprese, dopo che saremo usciti dal Covid?
Nel 2021 le stime dicono che le aziende del commercio, per esempio, che pre-crisi avevano un debito mediamente corrispondente a 2 anni di ricavi meno costi, nel 2021, avranno un debito che potrebbe arrivare a rappresentare oltre 11 anni di cash flow. In altri settori questa stima porta a dati più bassi ma tutti i settori duplicano, almeno, il livello di debito in relazione al cash flow.
Se osserviamo le imprese, e sono oltre un milione, affidate al Fondo Centrale di Garanzia negli ultimi anni e fino a gennaio 2021, il 70% di loro oggi risulta vulnerabile, o a rischio, rispetto ad un eventuale default. Delle circa 500 mila imprese classificate come sicure, prima della pandemia, quasi due quinti sono passate ad un profilo di rischio più alto. Circa 166 mila imprese, invece, che erano già vulnerabili, prima del Covid, sono invece diventate rischiose”.

Cosa fare? Si chiede Castelli che indica tre priorità:” intervenire sul debito fiscale, mettendo a punto strumenti come il “saldo e stralcio”, la cancellazione del magazzino e una nuova rottamazione; intervenire sulle norme del diritto fallimentare, prevedendo – per le imprese che hanno visto un aggravamento della crisi a causa del Covid – tempi più lunghi per i concordati e i piani di riequilibrio; prorogare quelle le misure, introdotte lo scorso anno con il Decreto Liquidità, che sono state più proficuamente accolte dal sistema, sia per la parte prestiti che per la parte sostegno alle ricapitalizzazioni”.

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