Casse previdenza critiche sul decreto che blocca le infrastrutture

(Teleborsa) – Le casse di previdenza private tornano a criticare le misure assunte dal governo, in merito al tema delle infrastrutture e della tassazione delle rendite, che non favorisce lo sviluppo delle forme alternative di previdenza, limitando anche i benefici all’economia reale. 

Un allarme è stato lanciato da Lello Di Gioia, presidente della Commissione parlamentare di controllo sugli enti pensionistici, in una intervista a Il Ghirlandaio, commentando la bozza di decreto del Ministero dell’Economia: “Oggi più che mai, per fare in modo che il nostro Paese possa risollevarsi, c’è la necessità di investire in opere infrastrutturali, come l’oro nero del prossimo futuro”.

In Italia i fondi delle Casse di previdenza ammontano a circa 70 miliardi di euro, ma il 70% viene investito all’estero e solo il 30% in Italia, in quest’ultimo caso soprattutto in titoli di Stato. “Pensiamo ad infrastrutture medie e non grandi – sottolinea Di Gioia – perché in quest’ultimo caso si tratterebbe di un investimento non redditizio”. Si parla in particolare di investimenti in piccole opere come i parcheggi, ma anche alla banda ultra larga, alla ricerca, all’energia alternativa.

La soluzione? Per Di Gioia è quella di armonizzare il sistema di tassazione degli investimenti effettuati dalle Casse a quello europeo. Oggi in Italia sono equiparate a vere e proprie rendite finanziarie, con il prelievo elevato fino al 26%.

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