Caso Diciotti, Salvini: “Andrò fino in fondo”. Di Maio si schiera con Mattarella

(Teleborsa) – Sulla Diciotti “andrò fino in fondo, fino a quando qualcuno non verrà assicurato alla giustizia“. Lo ha detto il vice premier Matteo Salvini a Rtl sottolineando di essere “ministro dell’Interno e farò di tutto per difendere la sicurezza degli italiani, quello che sto facendo è bloccare partenze, sbarchi e morti”.

Il presidente della Repubblica “non si è mai intromesso in quello che io ho fatto come ministro dell’Interno. Io non ho niente da chiarire; se comunque Mattarella vuole capire cosa ho fatto, io sono a disposizione, ma la lotta ai clandestini è una delle priorità del Paese – ha ribadito Salvini – L’unica cosa che mi farebbe arrabbiare è che tutti gli sbarcati della Diciotti finissero a piede libero, qualcuno deve pagare, ci deve esser certezza della pena. Mi auguro la procura faccia in fretta, non può finire a tarallucci e vino”.

L’INTERVENTO DEL COLLE
Dopo una lunga telefonata tra il Capo dello Stato Mattarella e il Premier Conte, è finita ieri seral’odissea dei 67 migrantia bordo della naveDiciotti ormeggiata nel porto di Trapani.
I primi a scendere sul molo Ronciglio sono stati il sudanese Ibrahim Bushara e il ghanese Hamid Ibrahim, indagati dalla Procura per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell’equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa.

SALVINI “STUPITO” – Un’iniziativa che irritato Salvini che pur ufficiosamente ha fatto filtrare lo “stupore” del Viminale per l’intervento di Mattarella, insieme al “rammarico” per le decisioni della Procura di Trapani perché non sono state sposate le tesi della polizia e non ci sono stati arresti, ma due indagati in stato di libertà per violenza privata aggravata. Nel corso della giornata, infatti, il Ministro dell’Interno, impegnato a Innsbruck, aveva negato il via libera allo sbarco: “Non voglio farmi prendere in giro. Finché non c’è chiarezza su quanto accaduto non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti: se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità”, aveva dichiarato. “O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state – e allora devono pagare – o l’aggressione c’è stata e allora i responsabili devono andare in galera”.

A bordo della nave c’erano anche tre donne, e due minorenni non accompagnati, un pakistano e un egiziano. Il numero più numeroso di migranti, 23, arriva dal Pakistan. 12 quelli che arrivano dal Sudan, 10 dalla Libia, sette dalla Palestina, 4 ciascuno da Marocco e Algeria, due dall’Egitto, e uno ciascuno da Ciad, Nepal, Yemen, Ghana e Bangladesh.

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