Casa, l’edilizia pubblica basta solo per un terzo delle famiglie

(Teleborsa) – L’edilizia residenziale pubblica non basta a dare risposte a chi vive situazioni di disagio abitativo e risulta sufficiente per 700mila famiglie, appena 1/3 di chi ne ha veramente bisogno. 

Un tema che si conferma tra i più importanti da affrontare, anche in considerazione del fatto che per oltre 1,7 milioni di famiglie che hanno un contratto di affitto (il 41,8% del totale), il canone supera il 30% del reddito familiare, correndo quindi il rischio di scivolare verso forme di morosità e di possibile marginalizzazione sociale. Si tratta perlopiù di cittadini italiani (circa il 65%), distribuiti sul territorio nazionale in maniera piuttosto omogenea. È questo il quadro che emerge dalla ricerca che Federcasa ha commissionato a Nomisma, in merito alle caratteristiche del disagio abitativo in Italia.

In questo contesto su 758mila alloggi, sono circa 652mila quelli assegnati regolarmente, ovvero l’86% del totale. Il restante 14% risulta non assegnato perché sfitto, occupato abusivamente o in attesa di assegnazione.

“Se negli anni ‘90 il sistema fu cristallizzato perché ritenuto sufficiente a gestire il disagio presente, oggi dobbiamo fare scelte politiche della stessa importanza, ma che prevedano un aumento significativo di case popolari”, ha dichiarato Luca Talluri, presidente dell’associazione che gestisce abitazioni sociali realizzate con fondi pubblici.

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