Casa Bianca, stop alle esenzioni per l’import del petrolio dall’Iran

(Teleborsa) – Gli Stati Uniti hanno deciso di non rinnovare le esenzioni per l’import del petrolio dall’Iran alla loro scadenza il prossimo 2 maggio. La decisione, fa sapere la Casa Bianca, ha come scopo l’azzeramento dell’export di petrolio iraniano, “negando al regime la sua principale fonte di entrate”.

Le esenzioni di 180 giorni erano state concesse ad otto Paesi, tra cui l’Italia tramite l’Eni, ma il nostro Paese aveva ridotto la loro quota di importazione dall’Iran, insieme a Grecia e Taiwan, e ha chiarito di non averne importato nel periodo dell’esenzione. Gli altri cinque sono Cina, India, Turchia, Giappone e Corea del Sud.

In una nota, l’amministrazione Trump chiarisce che “Usa, Arabia Saudita ed Emirati Arabi, tre dei più grandi produttori di energia, insieme ai loro amici ed alleati, sono impegnati ad assicurare che i mercati globali del petrolio restino forniti in modo adeguato. Abbiamo concordato di prendere azioni al momento giusto per garantire che la domanda globale sia soddisfatta, mentre tutto il petrolio iraniano è rimosso dal mercato”.

La decisione segna così un’ulteriore escalation nella politica di Washington contro Teheran in quella che viene definita “la campagna di massima pressione economica” dopo l’uscita dall’accordo sul nucleare e la recente designazione del corpo dei guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica straniera, “dimostrando l’impegno degli Usa a spezzare la rete del terrore iraniano e a cambiare i comportamento maligno del regime”, come specifica il comunicato della Casa Bianca.

La mossa di Trump ha portato il prezzo del barile ai massimi degli ultimi sei mesi a quasi 66 dollari al barile (+3%) e ha rinfocolato le polemiche con Cina e Turchia che avevano ottenuto le esenzioni e che sono tra i maggiori importatori del greggio iraniano.

Dura la condanna di Pechino che ha criticato la decisione di annullare l’esenzione dalle sanzioni e ha annunciato di opporsi “alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio”, come ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, per il quale gli accordi siglati di Pechino con Teheran sono “ragionevoli e legittimi”. “La Cina proteggerà i suoi legittimi diritti”, ha aggiunto senza dare ulteriori specifiche.

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