Caro carburanti, la stangata che spaventa gli italiani

(Teleborsa) – Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica appena pubblicati, la benzina in modalità self service raggiunge i 2,014 euro al litro, il gasolio arriva 1,935 euro al litro.

“La benzina sfonda quota 2 euro e il gasolio la soglia di 1,9 euro. Sia per la benzina che per il gasolio si tratta del quarto maggior rincaro settimanale di sempre, ossia dall’inizio delle serie storiche. In soli 7 giorni, infatti, la benzina aumenta di oltre 7 centesimi al litro, pari a 3 euro e 69 cent per un pieno di 50 litri, il gasolio ha un balzo di oltre 8 cent al litro, 4 euro e 19 cent a rifornimento”. E’ quanto denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal Mite.

“Il primato dei rialzi settimanali resta quello del 14 marzo 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, quando in soli 7 giorni la benzina è salita di 23,144 centesimi e il gasolio di 32,53. Al secondo posto il salto del 12 dicembre 2011 per via dell’entrata in vigore della famosa stangata del Salva Italia di Monti che alzò le accise, al 3° posto il primo dato utile dopo l’invasione dell’Ucraina, quello del 7 marzo 2022, con un incremento di 8,428 centesimi per la benzina e 8,886 per il gasolio, appena sopra il volo di oggi” prosegue Dona.

“Da quando è iniziata la guerra, nonostante il taglio di 30,5 cent del Governo, un litro di benzina costa oltre 16 cent in più, con un rialzo dell’8,9%, pari a 8 euro e 22 cent per un pieno da 50 litri, mentre il gasolio è maggiore di oltre 21 cent al litro, con un volo del 12,4%, pari a 10 euro e 65 cent a rifornimento” prosegue Dona.

“Rispetto all’inizio dell’anno, la benzina è salita del 17,1%, pari a 14 euro e 73 cent per un pieno di 50 litri, 354 euro su base annua, il gasolio è aumentato del 22,1%, 17 euro e 50 cent a rifornimento, equivalenti a 420 euro annui” continua Dona.

“E’ emergenza nazionale. Il Governo deve bloccare le speculazioni, mettendo un tetto ai prezzi o, meglio ancora, tornando ai prezzi amministrati fino a che non sarà finita questa escalation pericolosissima. Non può aspettare la scadenza dell’8 luglio, ma deve alzare subito la riduzione delle accise di almeno altri 10 cent e ridurre l’Iva dal 22 al 10%” conclude Dona.

Anche il Codacons interviene sui nuovi dati sui carburanti pubblicati oggi dal Mite. “Oggi un litro di benzina costa 1/4 in più rispetto allo stesso periodo del 2021, con il prezzo che sale del +25,5% su base annua – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il gasolio costa quasi 1/3 in più, con i listini alla pompa che aumentano del +32,2%. Per un pieno di benzina si spendono in media 20,4 euro in più rispetto al 2021, spesa che sale a +23,5 euro per un pieno di gasolio”.

“Su base annua la stangata per ogni singola famiglia raggiunge oggi quota +491 euro in caso di auto a benzina, e addirittura +565 euro in caso di auto diesel, solo per i maggiori costi di rifornimento e senza contare gli effetti indiretti sui prezzi al dettaglio – prosegue Rienzi – Il Governo non ha più alibi, e deve intervenire subito per fissare prezzi amministrati per benzina e gasolio, bloccando l’escalation dei listini alimentata da mera speculazione a danno dei consumatori”.