Carige, Savona: per nazionalizzazione decidono Governo e Parlamento

(Teleborsa) – “Penso che non sia solo il Governo a decidere, ma anche il Parlamento a doversi esprimere sull’eventuale nazionalizzazione della Cassa di Risparmio di Genova e Savona “. Lo ha detto il Ministro per le Politiche europee Paolo Savona, intervenuto oggi, 25 gennaio, a Bruxelles per un’audizione appunto alla Commissione per le Politiche Ue in materia di decreto Carige.

In seguito all’approvazione del decreto sull’Istituto ligure, il ministro ha sottolineato come l’intervento sarebbe stato “inefficace” nel caso in cui il Governo fosse andato “in Parlamento a chiedere un aumento di un miliardo, seppur temporaneo”, poiché la tempestività è stata determinante. Per quanto riguarda il capitale di Carige, Savona spera, “di non dover intervenire ma, ove non fosse possibile, lo faremo”.

Prima di trattare il tema Carige, il Ministro aveva scongiurato altri interventi dello Stato sul sistema bancario. Un sistema a suo dire “solido”, almeno finché non esposto ad una crisi recessiva. In quel caso, aveva commentato Savona, “questa solidità si attenua e se poi nella recessione si aumenta il capitale il discorso potrebbe avvitarsi”.

E proprio in tema di recessione Paolo Savona aveva aperto la sua audizione, ritenendo “inaccettabile subire appunto una nuova recessione soprattutto se indotta dall’esterno, poiché esistono strumenti per far fonte agli investimenti”.

“Un atteggiamento passivo su un andamento recessivo dell’economia europea – aveva ricordato il Ministro per le Politiche europee – che si trasmette ai sistemi bancari. Non ci sono specificità del credito in Italia, ma problemi derivanti dalla bassa crescita. Se accettassimo la recessione il riflesso sul sistema bancario sarebbe immediato”.

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