Carige riduce le perdite. Non escluse fusioni dopo rafforzamento patrimoniale

(Teleborsa) – Non solo misure di rafforzamento patrimoniale al vaglio del Consiglio di Amministrazione di Banca Carige tenutosi oggi, 12 novembre. Il CdA ha infatti approvato anche il bilancio dei primi nove mesi dell’anno, chiusi con un risultato netto negativo per 188,9 milioni, in miglioramento rispetto alla perdita di 210,4 milioni nello stesso periodo del 2017.

Il dato spiega l’Istituto ligure, “è stato condizionato dal costo del rischio, che sconta il recepimento nel terzo trimestre della verifica effettuata sul portafoglio creditizio e la cessione, nonché il saldo e stralcio di posizioni deteriorate, che hanno determinato la contabilizzazione di 256,5 milioni tra perdite e rettifiche di valore su crediti, precludendo di fatto la possibilità di raggiungere il target di utile netto fissato dal piano 2017-2020 per l’esercizio in corso”.

Il margine operativo lordo della gestione risulta positivo e in crescita del 65,8% su base annua a 36,7 milioni di euro (44,4 milioni al netto dell’effetto IFRS9), “grazie ad una sostanziale tenuta dei ricavi e al continuo controllo sulle voci di costo”.

Banca Carige, che congiuntamente ai conti ha diffuso i dettagli del rafforzamento patrimoniale, sottolinea che “la complessiva operazione di ripatrimonializzazione consente al management della banca di sviluppare idonee strategie industriali, inclusa la valutazione di possibili aggregazioni“.

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