Carige, ok del CdA a dismissione 1,7 mln di crediti deteriorati

(Teleborsa) – Al via la strategia sulle Non Performing Exposures per il periodo 2018-2020 di Banca Carige, approvata ieri 27 marzo 2018 dal Consiglio di Amministrazione della banca per ridurre i crediti deteriorati del Gruppo. La Banca ha deciso di procedere con la dismissione di un ulteriore portafoglio di crediti in sofferenza fino ad un ammontare lordo di 1 miliardo di euro, oltre alla già prevista cessione di posizioni classificate Unlikely to Pay (“UTP”) per un ammontare lordo di circa 500 milioni, effettuando le conseguenti valutazioni in merito al trattamento dei relativi effetti in sede di First Time Adoption (“FTA”) dell’applicazione del nuovo principio contabile internazionale IFRS9.

Nell’implementazione della NPE Strategy, all’interno del portafoglio totale di crediti in sofferenza pari a circa 1,7 miliardi di euro al 31 dicembre 2017, verrà selezionato un importo fino a 1 miliardo da cedere in forma di cartolarizzazione pubblica avvalendosi della garanzia statale (GACS) sul titolo senior. L’avvio dell’operazione di cessione delle sofferenze è previsto nel secondo trimestre 2018 ed il perfezionamento, con relativo deconsolidamento contabile e regolamentare, entro la fine dell’anno corrente.

Inoltre, all’interno del portafoglio UTP che al 31 dicembre 2017 ammontava a circa 3 miliardi, la Banca prevede cessioni e stralci di posizioni UTP con esposizione lorda pari a circa 500 milioni da realizzarsi nel corso del 2018 ed ulteriori 200 milioni circa nel 2019.
Il combinato delle operazioni di cessione e stralcio, da un lato, e della gestione del credito deteriorato, dall’altro, concorrerà ad accelerare la riduzione dello stock complessivo del 56% dai livelli di fine 2017 (-34,5% la riduzione realizzata nel 2017), raggiungendo i seguenti obiettivi al 2020:

– importo del credito deteriorato pari a circa 2,1 miliardi (circa 1 miliardo al netto dei fondi svalutativi), livello significativamente migliore rispetto ai target SREP (4,6 miliardi per il 2018 e 3,7 miliardi per il 2019);
– NPE ratio lordo e netto rispettivamente pari all’11,6% e al 5,8%;
– coverage medio al 53,7% (coverage degli aggregati superiori ai target SREP: sofferenze al 63%, UTP al 42,1%, past due al 18%).

Facendo seguito a quanto comunicato il 6 marzo scorso, le stime preliminari della prima applicazione dell’IFRS9 alle sopra citate operazioni di deconsolidamento del portafoglio crediti deteriorati ammontano a circa -280 milioni, con un impatto stimato sul CET1 ratio “fully loaded” nell’ordine di circa -160 bps; l’effetto phase-in sul CET1 ratio 2018 è stimato in -8 bps.

Ad esito delle suddette cessioni la Banca realizzerà un beneficio in termini di Risk Weighted Assets (“RWA”) derivante dalla derecognition degli attivi dal bilancio pari a circa 50 bps sul CET1 ratio.

Sempre nella seduta odierna il Consiglio di Amministrazione ha approvato il perfezionamento degli accordi inerenti il progetto di esternalizzazione a IBM Italia S.p.A. del sistema informativo di Gruppo e il conseguente avvio formale dell’iter autorizzativo presso la BCE.

Infine, il Consiglio di Amministrazione ha preso atto che non si sono ancora verificate le condizioni di mercato utili ad emettere un prestito subordinato con le caratteristiche attese.

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