Carige, la richiesta della BCE: azione di responsabilità contro gli ex vertici

Tra le richieste anche raccomandazioni sull’attività operativa di Carige, come la cessione dei crediti deteriorati e il nuovo piano industriale

(Teleborsa) E’ una situazione in divenire quella di Banca Carige, storico istituto di credito genovese, in difficoltà ormai da anni costretto ora più che mai a navigare a vista. Settimana scorsa, intanto, è arrivato il via libera al cosiddetto “Decreto Carige” della Commissione Europea che ha ritenuto le misure “compatibili con il mercato interno e in linea con la Comunicazione sul settore bancario del 2013, nonchè con la normativa introdotta dalla Direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche”, come riportato dal Ministro agli Affari europei, Paolo Savona.

“Sono state considerate appropriate, necessarie e proporzionate – aveva detto – a evitare la grave perturbazione dell’economia nazionale, con particolare ripercussione su quella ligure, che sarebbe derivata da una più grave crisi di Banca Carige”.
LE COLPE DELL’UE SU CARIGE SECONDO SAVONA – Il Ministro era poi intervenuto pubblicamente sui guai della banca ligure bacchettando senza troppi giri di parole l’UE. “La necessità di intervenire per fronteggiare la situazione di liquidità della Banca Carige è il risultato della incompletezza dell’architettura istituzionale dell’Unione bancaria, che discende anche dalle lacune dell’Unione monetaria“, aveva detto nel corso di un’audizione parlamentare.
BCE, AZIONE DI RESPONSABILITA’ CONTRO EX VERTICI – Insomma, un copione ancora tutto da scrivere quello che riguarda il futuro non senza però guardare al passato perchè per comprendere dove siamo arrivati occorre prendere in considerazione da dove siamo partiti. Per questo, La Stampa oggi anticipa che la Bce avrebbe esplicitamente a Carige di valutare un’azione di responsabilità nei confronti dei suoi vecchi manager.
E’ questa, secondo un articolo pubblicato dal quotidiana, una delle richieste messe formalmente nero su bianco dell’Eurotower negli allegati alla lettera con cui è stato deciso il Commissariamento della banca ligure.
Tra le richieste anche raccomandazioni sull’attività operativa di Carige, come la cessione dei crediti deteriorati e il nuovo piano industriale.
Nel mirino della BCE, dunque, il continuo scontro tra soci e amministratori considerato una delle cause che hanno determinato l’attuale situazione di crisi, quella conflittualità del consiglio che ha portato al rapido avvicendamento di quattro amministratori delegati in pochi anni e alle dimissioni di 16 membri del cda tra marzo 2016 e agosto 2018, prima della nomina dell’ultimo consiglio poi sciolto da Francoforte.
Scontro accentuato, ad esempio, dalla vendita di un portafoglio di Utp (Unlikey to pay) per 450 milioni di euro a Bain, nell’ottobre scorso, che generò costi valutati circa 30 milioni o, al momento dell’approvazione della semestrale, l’emersione di 20 milioni di perdite.
Carige, intanto, vuole accelerare il passo verso il salvataggio e per centrare l’obiettivo a cui stanno lavorando i commissari, la Banca deve procedere alla velocità della luce su un doppio binario: rafforzamento patrimoniale da un lato, alleggerimento del peso dei crediti deteriorati dall’altro.
Emessi bond per 2 miliardi con garanzia statale – Per questo la banca ha emesso bond per 2 miliardi di euro nominali con garanzia dello Stato, così come previsto dal decreto approvato dal governo il 2 gennaio. I bond sono quotati sul mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato (Mot) di Borsa Italiana. Nel dettaglio, Carige ha emesso bond con scadenza 25/1/2020 e cedola dello 0,5% per 1 miliardo di euro nominale e bond con scadenza 26/7/2020 e cedola dello 0,75% per un ulteriore miliardo di euro.  

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