Carige, il giorno dell’assemblea: si decide sulla sopravvivenza

(Teleborsa) – Il D-day di Carige è arrivato: oggi 20 settembre 2019 si riunirà l’assemblea dei soci per votare l’aumento di capitale fino a 700 milioni di euro e l’emissione di bond subordinati per 200 milioni, supportato ed in larga parte destinato al Fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD) ed a Cassa Centrale Banca in qualità di partner industriale.

L’assemblea si prospetta affollatissima e non priva di momenti di tensione, giacché ci si appresta ad approvare un aumento di capitale che comporterà una forte diluizione degli attuali azionisti, cui è riservata solo una piccola fetta di 85 milioni dell’aumento.

Ago della bilancia sarà la famiglia Malacalza, con la sua quota del 27,5%, che rischia di far saltare il piano di ricapitalizzazione e mette a rischio la stessa sopravvivenza della banca genovese. E dal momento che nessuno crede che Malacalza possa votare sì, c’è chi spera che possa abbandonare l’assemblea prima del voto.

Per passare, l’aumento di capitale avrà bisogno di una maggioranza dei due terzi, dunque anche l’astensione del primo azionista sarebbe deleteria ai fini del voto. In ogni caso le opzioni restano due: la ricapitalizzazione prevista dal piano di risanamento e rilancio oppure la liquidazione della banca. Ben poco margine di scelta per gli azionisti storici.

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