Carige, BCE rinvia a fine febbraio termine per piano NPL

(Teleborsa) – La Banca Centrale Europea ha deciso di rinviare a fine febbraio il termine per il piano di riduzione dei crediti deteriorati (“Non Performing Loans – NPL”) di Banca Carige.

La BCE ha confermato i target quantitativi relativi ai crediti deteriorati già indicati nella “bozza di decisione” ed ha posticipato al 28 febbraio 2017 il termine entro il quale la Banca dovrà sottoporre alla BCE un piano strategico e operativo nel quale siano indicati gli obiettivi quantitativi di riduzione dei crediti deteriorati, la relativa tempistica di attuazione e la valutazione della Banca circa l’adeguatezza della propria posizione patrimoniale.

La decisione, avente ad oggetto gli esiti del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (“Supervisory Review and Evaluation Process – SREP”), richiede che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, la Banca mantenga, su base consolidata, un CET1 Ratio minimo del 9% (costituito da coefficiente minimo del 4,5%, requisito di fondi propri aggiuntivi del 3,25% e requisito combinato di riserva di capitale dell’1,25%). L’Autorità di vigilanza esprime, inoltre, la raccomandazione che la Banca osservi, sempre su basa consolidata, gli orientamenti in materia di capitale di secondo pilastro detenendo, in aggiunta al suddetto requisito minimo, un capitale primario di classe 1 pari al 2,25%.

La BCE richiede, poi, che la Banca mantenga, su base consolidata, un coefficiente patrimoniale SREP complessivo minimo (“Total SREP Capital Requirement – TSCR”) dell’11,25%, precisando che lo stesso potrebbe essere rivisto una volta ridotto il livello delle esposizioni deteriorate; è stato indicato altresì un requisito patrimoniale complessivo (“Overall Capital Requirement – OCR”) minimo del 12,50%.

Al 30 settembre 2016 la Banca ha conseguito un livello di CET1 Ratio del 12,3%, mentre il Total Capital Ratio è risultato pari al 14,2%.

Nella stessa decisione è, infine, richiesto alla Banca di mantenere, in via continuativa e su base consolidata, un coefficiente minimo di copertura della liquidità (“Liquidity Coverage Ratio – LCR”) pari al 90% (al 30 settembre 2016 la Banca ha conseguito un ratio del 137%).

La decisione relativa ai crediti deteriorati (“Non Performing Loans – NPL”), accogliendo le osservazioni formulate dalla Banca, prevede livelli minimi di copertura differenziati in relazione alle diverse classi di crediti deteriorati (63% per le sofferenze, al 32% per le inadempienze probabili e al 18% per i crediti scaduti), in luogo dell’unico “coverage ratio” per il complesso degli NPL contenuto nella “bozza di decisione”.

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