Carfagna, ZES non hanno soddisfatto aspettative

(Teleborsa) – “Sebbene siano state istituite nel 2017, e siano caratterizzate da una disciplina di vantaggio fiscale e di semplificazione amministrativa che dovrebbe essere attrattiva per nuovi insediamenti imprenditoriali, le Zes (Zone economiche speciali) non hanno soddisfatto le aspettative”. Lo ha detto la ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Carfagna al Question Time alla Camera sottolineando che “ad oggi, risultano istituite le Zes Calabria, Campania, Interregionale Ionica, Interregionale Adriatica, Sicilia occidentale, Sicilia orientale, Abruzzo. Tuttavia sono stati nominati solo due Commissari: per la Zes Calabria e per la Zes di Taranto”. Nelle altre, oltre ai Commissari, mancano anche i Comitati di indirizzo. Nella Zes Interregionale Adriatica manca il rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri nel Comitato di indirizzo”.

“Dinanzi a questo quadro – ha proseguito Carfagna – mi sono immediatamente attivata e ho avviato la procedura per la nomina del commissario Zes dell’Abruzzo, nonché le necessarie interlocuzioni con i Presidenti delle Regioni interessate per arrivare in tempi brevissimi alle altre nomine, che vorrei fossero condivise e puntassero a qualità, competenza, capacità – ha aggiunto – In proposito tengo ad evidenziare che, la scorsa settimana, grazie ad un’intensa interlocuzione che ho avviato con il Presidente della Regione, anche la Sardegna, dopo uno stallo burocratico, ha approvato l’aggiornamento del Piano di Sviluppo Strategico, adeguandolo alle indicazioni pervenute dal Ministero dell’Economia e così eliminando ogni ostacolo all’istituzione della predetta Zes”.

Poi un passaggio sul PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza): “Condivido appieno le parole del Ministro Franco che si è espresso nel senso che il 34% di risorse del PNRR per il Sud “debba essere perseguita e che anzi occorrerebbe andare oltre”. Dalla verifica, che è ancora in corso, abbiamo potuto verificare che, sulle infrastrutture, tra opere ferroviarie, manutenzione stradale, investimenti nei porti e nella digitalizzazione dei sistemi logistici e degli aeroporti, il Sud dovrebbe intercettare circa il 50% degli investimenti (oltre 15,5 miliardi su 31), con una punta dell’83% per la cosiddetta “manutenzione stradale 4.0”.

“Con riferimento alla transizione ecologica risulta destinato al Sud il 48% in ambito agricolo (1,2 miliardi su 2,5) e il 50% sul trasporto urbano sostenibile (3,77 miliardi su 7,55) – ha aggiunto – Questi primi dati in nostro possesso mi rendono ottimista sull’effettiva possibilità di riuscire a superare la destinazione di una quota superiore al 34% delle risorse complessive stanziate nel Piano. Ribadisco tuttavia che la vera svolta per il corretto impiego delle risorse al Sud deve discendere dalla definizione delle strategie ex ante e dall’innalzamento della qualità della progettazione. E’ un approccio estremamente pragmatico che ci deve indurre all’abbandono di logiche puramente rivendicazioniste, in un’epoca in cui, in luogo della contrapposizione, si deve privilegiare la ricerca dell’unità di intenti”.

Al termine di un incontro a Palazzo Vidoni, la Ministra Carfagna e il Ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta hanno annunciato che “la procedura per assumere 2.800 tecnici al Sud partirà il 25 marzo, dopo il via libera finale della Conferenza unificata. Tra il bando e la graduatoria finale i tempi saranno al massimo di tre mesi: a luglio le amministrazioni meridionali avranno a disposizione competenze e nuove capacità per portare avanti al meglio il lavoro sul Recovery plan“. Maggiori dettagli saranno comunicati il 25 marzo in una conferenza stampa.

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