Capodanno, “cenone” in casa per 2 italiani su 3 con spesa media di 88 euro a famiglia

(Teleborsa) – Cenone di Capodanno 2018 in casa con parenti e amici per quasi due italiani su tre. Spesa media prevista per la “tavola” 88 euro in media a famiglia, con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixé che prevede perciò una flessione di quanti per il brindisi della mezzanotte si recheranno in ristoranti, alberghi, agriturismi o locali, alla moda e non.  

Lo spumante italiano – sottolinea Coldiretti – la farà da padrone per nove italiani su dieci (90%), seguito a ruota dalle lenticchie, immancabile piatto di buon auspicio del l’Anno Nuovo, presenti nell’86% dei menu, che oltretutto beneficiano delle tendenze salutistiche, della solidarietà con le aree terremotate dove vengono coltivate.

La novità per il Capodanno 2018 è l’arrivo in tavola dei cosiddetti superfood, ovvero alimenti che hanno un contenuto di nutrienti superiore alla media dei cibi comuni, in particolare ricchi di vitamine, minerali, fibre, enzimi, sali minerali, antiossidanti o fitonutrientiai con associate specifiche proprietà salutistiche. Più di un italiano su quattro, il 26%, li porterà in tavola con un positiva tendenza a riscoprire quelli che la “nonna” non conosceva come superfood, dalle noci al farro, dalle visciole alla roveja e a cibi di diventati di gran moda in Italia, come zenzero e bacche di goji che provengono per gran parte dalla Cina. 

Il 62% degli italiani – continua Coldiretti – assaggerà il salmone arrivato dall’estero, appena l’11% si permetterà le ostriche e la stessa percentuale il caviale, spesso tuttavia di produzione nazionale. Predominante sarà però la presenza del pesce locale a partire da vongole e alici per le quali si assiste ad una vera riscossa sulle tavole.

Tiene il cotechino nel 69% delle tavole. Si stima che siano serviti 6 milioni di chili di cotechini e zamponi, con una netta preferenza per i primi. Durante le festività di fine anno, come sottolinea Coldiretti, vengono “fatti sparire” dalle tavole circa il 90 per cento del totale della produzione nazionale che è in gran parte certificata come Cotechino e Zampone di Modena Igp, riconoscibili dal caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blu con stelline dell’Unione Europea. 

Si rileva anche una apprezzabile richiesta per cotechini e zamponi artigianali, magari acquistati direttamente dagli allevatori, in azienda, nei mercati o nelle botteghe di Campagna Amica, dove la componente di carne italiana è pari al cento per cento. ll rinnovato interesse per questi pregiati prodotti della salumeria “Made in Italy” è accompagnato dalla tradizionale presenza delle lenticchie.

Nell’annunciato trionfo delle lenticchie, tra le più note, quelle del Castelluccio di Norcia Igp, la cui coltivazione è stata drammaticamente compromessa dal disastroso terremoto del centro italia di cui purtroppo si sentono ancora le conseguenze. Ma anche quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S.Stefano di Sessanio (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), Molisane (Molise), di Altamura (Puglia), di Villalba, Leonforte, Ustica e Pantelleria (Sicilia) o umbre quali ad esempio quelle di Colfiorito.

 

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