Caos trasporti tra Regno Unito e Francia: rischio carenza approvvigionamenti

(Teleborsa) – La lista dei Paesi che sta bloccando i voli dal Regno Unito si allunga di ora in ora, ma la situazione è molto problematica anche per i trasporti, in seguito alla chiusura delle frontiere via terra e via mare da parte della Francia, almeno per 48 ore. Sin da questa notte, ci sono diversi chilometri di code di camion nella regione del Kent, dove è il porto di Dover, per il blocco francese. La situazione è infatti precipitata nel giro di poche ore, tanto che lo stesso ministro dei trasporti britannici, Grant Shapp, ha detto che il blocco francese è stato “inaspettato”.

La situzione sta diventando difficile per gli autotrasportatori in coda, molti dei quali rimasti in un limbo senza indicazioni chiare. “Sono bloccati in parcheggi per camion senza servizi igienici: sta diventando una catastrofe. Nessun autista vuole effettuare consegne nel Regno Unito ora, quindi il Regno Unito vedrà esaurirsi la sua fornitura di merci”, ha detto Vanessa Ibarlucea, portavoce della federazione nazionale francese del trasporto su strada FNTR.

Sainsbury’s, la seconda catena di supermercati del Regno Unito, ha già reso noto che se la situazione non cambia in fretta si potranno subito vedere gli scaffali svuotarsi. “Se non cambia nulla, inizieremo a vedere carenza, nei prossimi giorni, di lattuga, insalata, cavolfiori, broccoli e agrumi, tutti importati dal continente in questo periodo dell’anno”, ha reso noto un portavoce dell’azienda. Sainsbury’s ha specificato che tutti i prodotti per “il pranzo di Natale della Gran Bretagna” sono già nel Paese, ma ha esertotato il governo britannico e quello francese a trovare una soluzione reciprocamente accettabile per il passaggio dei prodotti.

C’è preoccupazione anche per il comparto agroalimentare italiano. “La nuova situazione di emergenza sul fronte sanitario impone la proroga della scadenza, fissata a fine anno, per l’uscita del Regno Unito dal mercato unico e dall’unione doganale”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “Il blocco dei collegamenti – rileva Giansanti – rischia di fermare anche la movimentazione delle merci, compresi i prodotti agroalimentari. La questione va affrontata anche dalle istituzioni di Bruxelles”. Il Regno Unito, evidenzia Confagricoltura, è importatore netto di prodotti agroalimentari. Per il settore orticolo, ad esempio, la produzione britannica copre il 50% del fabbisogno interno e per la frutta si scende addirittura al 5%. La Coldiretti ha intanto stimato che il blocco delle frontiere mette a rischio oltre 9,3 milioni di euro di cibo e bevande Made in Italy che vengono esportate in media ogni giorno in Gran Bretagna,

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