Caos governo: Cottarelli verso la rinuncia? Ma il Quirinale smentisce

(Teleborsa) – Erano stati in tanti a ribattezzare il governo Cottarelli un esecutivo nato, praticamente morto. Certificata l’assenza del voto di fiducia, con lo spauracchio di non incassare neanche un voto al Senato, una figuraccia destinata a finire sui libri di storia, arriva l’ennesimo nulla di fatto e c’è chi è pronto a giurare che il presidente incaricato, salito al Colle per sciogliere la riserva, sia in realtà a un passo dalla rinuncia che formalizzerà nell’incontro di domani mattina con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

COTTARELLI IN STAND BY, MA IL QUIRINALE NEGA – Una voce che viene però smentita proprio da fonti del Quirinale, dove Cottarelli è peraltro atteso domani mattina.”Nessuno ha parlato di rinuncia, Cottarelli – dicono – ha semplicemente bisogno di più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista”.

VOTO A LUGLIO – Nel frattempo prende sempre più corpo l’ipotesi di andare al voto addirittura prima della pausa estiva che sembrerebbe mettere tutti d’accordo. Se così fosse non avrebbe senso formare un nuovo governo e a traghettare il Paese verso le elezioni potrebbe essere il governo Gentiloni.

A parlare apertamente del “voto estivo” è il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci: “Se c’è l’accordo si può fare”. C’è l’ok anche di Luigi Di Maio, leader dei 5 Stelle, “era più responsabile far partire il governo, ma siamo pronti ad andare al voto a luglio”. E nella riunione di oggi con i fedelissimi, Berlusconi avrebbe parlato di una “consistente ipotesi di voto a luglio”. “Siamo pronti a votare subito e vi manderemo ancora una volta a casa”, fa sapere anche il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio.

Circola anche una data: il 29 luglio. 

UN LUNGO POMERIGGIO E POI IL COLPO DI SCENA – Il premier incaricato si è recato questo pomeriggio al Quirinale e tutti si aspettavano che avrebbe presentato la lista dei ministri. E, invece, a sorpresa, ha lasciato il Colle ed è tornato alla Camera alimentando il sospetto di aver intenzione di rinunciare. 
Nonostante ciò, però, nei palazzi si rincorrono voci di una accelerazione della fine della legislatura. Un ragionamento basato anche su un semplice calcolo: dallo scioglimento delle Camere, servono almeno 60 giorni (per i tempi del voto estero) prima della nuova data del voto, ma non più di 70. Per evitare che il voto cada in pieno agosto, dunque, bisognerebbe dichiarare la fine della legislatura entro domani.

LACRIME E SANGUE SUI MERCATI: SALVINI E DI MAIO VANNO ALL’ATTACCO – Intanto, martedì nero sui mercati. “Lo spread – ha detto il capo politico M5s – oggi è schizzato oltre i 300 punti: non accadeva da 4 anni. Il problema non eravamo noi, non era la nostra squadra di ministri, ma l’incertezza che oggi regna sovrana. Se il Governo del Cambiamento fosse partito, oggi avremmo un governo politico”.

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