Caos  ferroviario, non solo neve e ghiaccio ma anche due “guasti” sulla linea AV

(Teleborsa) – Neve, freddo e ghiaccio sono ripresi con forza, come previsto. E oggi 1 marzo altri “problemi” anche per “guasti in linea a treni Alta Velocità”. Il numero di quanti impegnati nella task force messa in campo dal Gruppo FS è salito, dopo la tempesta di critiche per disagi e disservizi che si sono verificati all’arrivo dell’implacabile Buràn, vento proveniente dalle steppe siberiane. Roventi le critiche contro una dirigenza accusata di non aver saputo prevenire. Facile a dirsi.

La mancanza delle famigerate scaldiglie, nome e funzioni finora pressoché sconosciuti e ora sulla bocca di tutti come merce al mercato. Le scaldiglie sono resistenze elettriche inserite negli scambi ferroviari e servono appunto a proteggere dal gelo i deviatoi permettendone il funzionamento. Presenti in tutto il nord d’Italia, non lo sono nel fondamentale nodo di Roma, ma non è la sola causa che  ha provocato il “gigantesco ingorgo” di treni Nord-sud soprattutto ad Alta Velocità che ha finito per coinvolgere i ben più numerosi convogli regionali destinati ai collegamenti casa/lavoro.

Piove come sempre sul bagnato, e anche stavolta, benché tutto sommato le condizioni del tempo siano in via di miglioramento, i “guasti tecnici” non sono così mancati nel rendere più grave una situazione ai limiti della sopportabilità.  Questa mattina, ad esempio, come comunicato infatti da RFI, la proprietaria e gestore di infrastrutture i binari,  il “fermo” in linea di due treni, tra Milano e Bologna e Firenze e Roma, ha contribuito a generare nuovamente il caos su tutte le tratte ferroviarie. I guasti sono dietro l’angolo, possono colpire qualunque treno in ogni momento, ma in circostanze di emergenza eccezionali provocano conseguenze catastrofiche.

Protagonisti di severi “rallentamenti” e ritardi nella circolazione sono stati due Italo di NTV, il competitor delle Frecce di Trenitalia per l’Alta Velocità. Ciò non vuol dire che gli Italo siano peggiori dei Frecciarossa. Atre volte è stato l’inverso. Capita e capiterà a entrambi i gestori, rientra nel novero delle possibilità nonostante i più accurati accorgimenti.

Ma nelle altre occasioni non c’erano né neve né ghiaccio a complicare le cose e a infliggere il colpo di grazia all’intero sistema. A colpire, per gli addetti ai lavori, è che di Italo ce ne sono “in giro” soltanto una trentina, 25 AGV 575 e qualche nuovo Evo già consegnato dal costruttore. Di Frecce, rosse, argento, bianche quasi 10 volte di più, per non parlare del numero degli altri treni. Numeri che se non altro potrebbero suscitare in alcuni qualche pensiero.

E a proposito delle “scaldiglie”, c’è chi ricorda la famosa gelata del gennaio 1985 che bloccò completamente per più giorni la Stazione Termini e l’intero nodo di Roma. L’allora Presidente di quello che all’epoca era Ente Ferrovie dello Stato si infuriò per la loro “assenza”, calmandosi solo quando i suoi collaboratori gli fecero notare che era assurdo dotare di scaldiglie gli scambi di Roma e verso sud. Denaro sprecato per l’allestimento e la manutenzione che sarebbe occorsa, per un evento straordinario possibile ogni 30/40 anni. E così è stato.  Ma era un’altra epoca.

 

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