Canone Rai, il Consiglio di Stato boccia il decreto: va riscritto

(Teleborsa) – Stop del Consiglio di Stato al decreto ministeriale sul canone Rai in bolletta, che va riscritto poiché presenta numerose criticità. L’alt imposto dal Tribunale amministrativo, riportato da Repubblica, giunge a soli tre mesi dalla prima bolletta elettrica contenente l’imposta sulla tv, prevista per luglio.

In primo luogo il decreto non offre una “definizione di apparecchio tv” e non precisa che il canone si versa una volta sola, anche se abbiamo più televisori in casa. Il decreto, inoltre, dovrà chiarire una volta per tutte se la gabella è da pagare anche quando si hanno “smartphone o un tablet” che riescono a intercettare il segnale televisivo.

Il Consiglio di Stato osserva anche che la riscossione del nuovo canone pone un problema di privacy, vista l’elevata mole di dati che si scambieranno gli “enti coinvolti (Anagrafe tributaria, Autorità per l’energia elettrica, Acquirente unico, Ministero dell’interno, Comuni e società private)”.

Infine il Consiglio di Stato punta il dito sul fatto che il ministero dell’Economia non ha dato un formale via libera (attraverso il meccanismo del “concerto”) al decreto scritto dal ministero dello Sviluppo Economico, rischiando in tal modo di inficiare la “correttezza formale” dell’iter amministrativo.

All’attacco Forza Italia, con il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, che dichiara: “Il governo si dimostra incompetente e approssimativo”.

Canone Rai, il Consiglio di Stato boccia il decreto: va riscritto