Canale di Suez bloccato, gli effetti su petrolio, gas e spedizioni

(Teleborsa) – La nave portacontainer Ever Given rimarrà bloccata nel canale di Suez più del previsto. Gli sforzi di scavatori e traghettatori non stanno dando frutti e anche l’alta marea di domenica e lunedì potrebbe non essere abbastanza. Secondo alcune previsioni ci potrebbero volere anche settimane per riprendere il normale transito nel canale, in un’operazione che coinvolgerebbe elicotteri da carico per alleggerire la nave dai suoi container.

In queste ore si stanno osservando i primi cambi di rotta, con alcune navi dirette verso il Capo di Buona Speranza, passando cioè dal Sudafrica. Utilizzare questa strada aggiunge circa 6.000 miglia al viaggio e qualcosa come 300.000 mila dollari in costi di carburante per una superpetroliera che consegna petrolio dal Medio Oriente all’Europa, mentre i rincari crescono per navi che partono dal Nord-America o dall’Asia.

Per ora le grandi compagnie di navigazioni non hanno preso posizioni chiare sulle rotte per i prossimi giorni o settimane. “Per quanto riguarda le possibili alternative, le stiamo esaminando tutte, compreso il Capo di Buona Speranza ma anche molte altre, ad esempio soluzioni aeree per carichi critici e sensibili al fattore tempo“, ha affermato Maersk, il più grande armatore di navi mercantili al mondo, sottolineando che “nessuna decisione concreta è stata ancora presa. Dipenderà da quanto tempo il Canale di Suez rimarrà impraticabile”.

Il blocco del canale di Suez sta già avendo i primi effetti sui prezzi di petrolio, gas e spedizioni, anche se in maniera diversa. Il petrolio è in rialzo, anche se gli effetti del blocco sono comunque inferiori al peso dell’andamento della pandemia o delle decisioni dell’OPEC nel muovere il prezzo del greggio. Gli analisti, per ora, non credono che ci sarà uno shock dell’offerta per contrastare lo shock della domanda. “L’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) e i suoi paesi partner potrebbero scegliere di aumentare l’offerta per contrastare questo shock di fornitura – ha commentato Nitesh Shah, commodity strategist per WisdomTree – Tuttavia, date le recenti revisioni della domanda, sospettiamo che manterranno la rotta sull’offerta“.

L’impatto sui prezzi del gas naturale liquefatto (GNL) sono minori, in quanto siamo nella bassa stagione del mercato della materia prima energetica. “La natura stagionale di questo flusso indica che è improbabile che assisteremo a pressioni sugli spedizionieri di GNL che spostano i carichi verso est, poiché sono preferite le rotte del Capo di Buona Speranza più lunghe ed economiche”, ha affermato la società di intelligence dei dati Kpler. Allungare il viaggio per le navi che trasportano GNL non impatta cioè molto sui prezzi.

Il costo delle spedizioni sta già invece aumentando. Il trasporto di carburante dal Mar Nero all’Italia e alla Francia è salito del 70% da quando il canale è stato bloccato, secondo calcoli di Refinitiv. Ad esempio, il costo della spedizione di prodotti come benzina e diesel è aumentato da 1,49 dollari al barile (il 22 marzo) a 2,58 dollari al barile nella giornata di ieri. Il mercato inizia cioè a prezzare il costo di un minor numero di navi disponibili nella regione.

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