Campione d’Italia, Casinò chiuso e Comune in crisi. La Svizzera pronta all’annessione

(Teleborsa) – Campione d’Italia, Comune italiano della Lombardia di 1958 abitanti, enclave italiana in territorio elvetico, rischia di essere ceduto alla Svizzera. Per debiti. Campione d’Italia, non riceve contributi dal Governo italiano, ha vissuto finora con gli introiti, un tempo più che abbondanti, provenienti dal gioco nel Casinò. Alla fine del luglio scorso la casa da gioco è fallita, con conseguente chiusura. Quindi, Municipio in crisi, dipendenti a casa senza lavoro, scuole chiuse, servizi interrotti. Con l’inevitabile contrazione dei “turisti”, sia che si trattasse di incalliti giocatori che di uomini e donne in veste di accompagnatori o solo spinti dalla “curiosità” di una visita al Casinò.

La possibilità di una “Campione d’Italia” svizzera è vista di buon occhio dal Governo di Berna che chiaramente ha fatto sapere: “Si può fare”. Di idea opposta il Sottosegretario agli interni italiano, il leghista Stefano Candiani: “Non se ne parla!”. Ma al di là dei pronunciamenti negazionisti, l’ipotesi dell possibilità circola con sempre più insistenza. “Traghettamento” da un Paese all’altro in ogni caso complesso e difficile, senza precedenti in materia.

Non è noto se la proposta sia stata almeno formalmente avanzata in termini chiari e concreti. E’ comunque certo è che la Svizzera abbia già cominciato a occuparsi dei servizi necessari ai cittadini di Lugano. Gli studenti di Campione vanno a scuola nei vicini comuni svizzeri, la raccolta dei rifiuti è garantita da una azienda ticinese. E così l’intervento elvetico garantisce la vita normale di tutti i giorni.

Il Governatore “svizzero” del Canton Ticino, Claudio Zauli, ha reso noto nei giorni scorsi che Campione d’Italia ha già accumulato un debito complessivo di quasi 3 milioni e mezzo di franchi svizzeri nel Cantone da “Lui “diretto“. Un altro disavanzo di 1,9 franchi è stato coperto dal Municipio di Lugano e un ulteriore 1 milione e mezzo sono stati versati da aziende private. In tutto, tradotto in euro, fanno ben più di 3 milioni.

La crisi che ha investito Campione è in ogni caso approdata nei giorni scorsi al Parlamento di Berna, con questa l’interrogazione del deputato Marco Romano, del partito popolare: “Alla luce della difficoltà nel trovare delle soluzioni, è immaginabile che la Confederazione, nell’ambito delle trattative con l’Italia, avvii anche una discussione di possibile cessione di questo territorio alla Svizzera?”.

L’iter per la cessione di Campione d’Italia alla Svizzera parrebbe così proprio all’inizio di una strada che potrebbe portare al traguardo desiderato dai nostri vicini.

Il Casinò Campione d’Italia è stata la più grande azienda dell’omonimo comune, enclave italiana in provincia di Como racchiusa nel Canton Ticino svizzero e situata sulla costa orientale del lago di Lugano. Il Casinò è stato dichiarato fallito il 27 luglio 2018 dal Tribunale di Como. Per dimensioni e volume di gioco è stata la più grande casa da gioco d’Europa e proponeva praticamente tutti i tipi di attrazioni: lavori da roulette, blackjack, Chemin de fer, Baccarà, poker, slot machine, oltre a una sala per le scommesse sportive. Per la parte di intrattenimento offriva spettacoli, concerti, gran galà e servizi di ristorazione grazie alla presenza di due ristoranti interni.

Il 9 maggio 2007, vicino alla sede storica, fu inaugurato il nuovo palazzo del Casinò, su progetto delll’architetto svizzero Mario Botta. Costo d’impresa generale circa 140 milioni di franchi svizzeri e spesa complessiva di circa 193, pari a circa 120 milioni di euro. La nuova struttura, subito definita “ecomostrotro” per l’imponente cubatura spigolosa, è alta 9 piani per 55.000 m², ed è ben visibile da tutto il Lago grazie a innovativi sistemi di illuminazione che la fanno apparire di colore rosso.

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