Campari si trasferisce in Olanda. Kunze-Concewitz: “Garantisce opportunità crescita”

(Teleborsa) – Campari si trasferisce in Olanda a seguito del successo dell’operazione di acquisto delle azioni recedute da parte del socio di maggioranza Lagfin e della rinuncia al recesso di altri aziinisti di minoranza, che hanno consentito l’avveramento delle condizioni sospensive per l’operazione.

“Siamo molto felici di annunciare l’esito positivo dell’Offerta Iniziale e, pertanto, l’avveramento delle condizioni sospensive per il trasferimento della sede legale in Olanda, in linea con gli obiettivi della società”, afferma il Ceo del gruppo Bob Kunze-Concewitz, ricordando che il trasferimento riguarda la sola sede legale, non anche quella fiscale, che resta in Italia.

L’obiettivo dell’operazione – sottolinea il Ceo – è quello di realizzare un “potenziamento del nostro sistema di voto maggiorato a beneficio degli azionisti di lungo termine, e, dunque, l’adozione di una struttura flessibile del capitale che possa ulteriormente supportarci nel perseguimento di opportunità di crescita anche per acquisizioni di dimensioni rilevanti“.

Quanto ai risultati dell’offerta in opzione e prelazione connessa al trasferimento della sede legale in Olanda e contestuale trasformazione in una Naamloze Vennootschap (N.V.) regolata dal diritto olandese, la società conferma che sono state sottoscritte in opzione e prelazione oltre 30 milioni di azioni per le quali è stato esercitato il diritto di recesso al prezzo unitario di 8,376 euro, corrispondenti al 2,6% del capitale sociale di Campari.

Il socio di maggioranzapari a €150 milioni , a conferma del proprio supporto di lungo termine alla strategia e alle prospettive del Gruppo e a sostegno del buon fine dell’Operazione, ha esercitato i propri diritti di opzione e il diritto di prelazione per l’acquisto di Azioni Recedute per un controvalore pari a complessivi 251,3 milioni (corrispondente a 30 milioni di azioni calcolato sulla base del prezzo unitario di recesso di 8,376). Tale importo risulta significativamente incrementato rispetto all’impegno assunto inizialmente da Lagfin (pari a 76,5 milioni) alla data di annuncio dell’operazione (18 febbraio 2020).

Nel contesto dell’operazione annunciata da Lagfin, sono pervenute alla società revoche dei recessi per oltre 8,2 milioni di Azioni Recedute, pari allo 0,7% del capitale sociale, che porta il totale a 37,8 milioni di azioni.

Le Azioni Recedute che residuano al termine dell’Offerta Iniziale e la cui liquidazione resta a carico della società sono pari a 7,7 milioni Azioni (le Azioni Residue), per un controvalore complessivo pari a circa 64,7 milioni di euro, cui consegue un costo potenziale per la società pari a circa 5,2 milioni.

Il Consiglio di amministrazione, prendendo atto che l’esborso complessivo derivante dalla liquidazione delle Azioni Residue è inferiore alla soglia di esborso massimo determinata dall’assemblea straordinaria degli azionisti, pari a 150 milioni di euro, che rappresentava la condizione sospensiva al perfezionamento dell’Operazione, (il Cap Esborso) e che il costo a carico della Società è inferiore alla soglia massima fissata in 7-8 milioni, ha ritenuto che l’Assemblea straordinaria del 26 giugno 2020 non è più necessaria e ne ha pertanto deliberato la revoca.

Alla luce di questi sviluppi, la condizione sospensiva relativa al mancato superamento del Cap Esborso si è avverata così come le altre condizioni sospensive al perfezionamento dell’Operazione. Campari conferma dunque che l’Operazione potrà perfezionarsi entro il mese di luglio 2020.

(Foto: © Campari)

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