Campagna vaccinale, il piano di Figliuolo: anche biologi e ostetriche per somministrazioni

(Teleborsa) – Superata nel nostro Paese la soglia dei tre milioni di vaccinati con seconda dose. Secondo il report di Palazzo Chigi, il numero di persone immunizzate ha raggiunto, nella mattina del 30 marzo, quota 3.037.122

L’obiettivo resta quello fissato nel Piano vaccinale presentato dall’esecutivo lo scorso 10 marzo e cioè “conseguire la vaccinazione dell’80% della popolazione entro il 30 settembre di questo anno, dando subito priorità alle persone più vulnerabili”, come ha spiegato il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all’emergenza Covid che ribadisce: “500 mila somministrazioni al giorno a regime, da raggiungere nella terza settimana di aprile per ottenere l’immunità di gregge entro fine settembre”.

Ora, dice il generale, “puntiamo ad incrementare la platea dei vaccinatori, dando impulso agli accordi con i medici di medicina generale, studi privati, specializzandi, federazione medico sportiva italiana, pediatri e medici ambulatoriali, assunzione di medici a chiamata, odontoiatri, farmacisti”

Intanto, la nuova indagine rapida condotta dall’ISS e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler stima che nel nostro Paese al 18 marzo scorso la prevalenza della cosiddetta variante inglese del virus Sars-CoV-2 era del 86,7%, con valori oscillanti tra le singole Regioni tra il 63,3% e il 100%. Per quella brasiliana la prevalenza era del 4,0% (0%-32,0%), mentre le altre monitorate sono sotto lo 0,5%.

L’obbligo di vaccinazione potrebbe essere esteso a tutto il personale che lavora in strutture sanitarie, dunque non solo medici ma anche infermieri, operatori sociosanitari, dipendenti di Rsa e studi privati: questa l’ipotesi sulla quale sarebbero al lavoro gli uffici legislativi di diversi ministeri. Quanto alle sanzioni per chi rifiuta la vaccinazione, l’ipotesi è quella della sospensione dello stipendio per un tempo congruo all’andamento della pandemia: in caso di vaccinazione di massa o di calo importante della diffusione del virus, la sanzione verrebbe revocata.

Novità anche per il vaccino anti-Covid di AstraZeneca che ha cambiato il nome, in “Vaxzevria”. Il farmaco rimane invariato, ma le informazioni sul prodotto, l’etichettatura e la confezione potrebbero presentare un aspetto diverso.
Il cambio di denominazione ha ricevuto il via libera dell’Ema il 25 marzo dopo la richiesta da parte del gruppo farmaceutico anglo-svedese, si legge nel sito dell’agenzia europea del farmaco, in cui è stato pubblicato anche il nuovo bugiardino del farmaco nel quale sono stati aggiunti, tra gli effetti collaterali, i rarissimi casi di trombosi che nelle scorse settimane avevano portato numerosi Paesi europei a fermare la somministrazione del vaccino, in attesa del pronunciamento dell’Agenzia.

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