Camera dei Deputati, bilancio 2018 sotto il segno dell’austerity

(Teleborsa) – Prosegue il processo di riduzione e di razionalizzazione della spesa della Camera dei Deputati. Il bilancio per l’esercizio 2018 espone un riversamento al bilancio dello Stato della somma di 85 milioni di euro. Si tratta della più elevata restituzione mai effettuata. E’ quanto si legge nella relazione di Bilancio interno della Camera. La decisione di operare una restituzione allo Stato di ammontare così consistente è stata assunta sulla base dei risultati positivi registrati nel conto consuntivo relativo all’esercizio 2017, dai quali è emerso un maggiore avanzo di amministrazione, rispetto alle previsioni, pari a 43,3 milioni di euro.

La restituzione per l’anno 2018 si compone pertanto, per una parte, dell’intero ammontare del maggiore avanzo di amministrazione realizzato nell’esercizio precedente e, per la restante parte, pari a 41,7 milioni di euro, attraverso il ricorso a una quota dell’avanzo proveniente dagli esercizi precedenti.

Gli effetti di riduzione della spesa appaiono particolarmente evidenti se si raffronta la spesa per il 2018 con quella per il 2012 (ultimo anno della XVI legislatura). Da un simile raffronto risulta che tutte le categorie della spesa di funzionamento della Camera (al netto cioè delle spese previdenziali) hanno registrato una diminuzione.

In particolare, la spesa per beni e servizi si è ridotta del 43,2%, principalmente per effetto del recesso anticipato dalle locazioni dei cosiddetti Palazzi Marini; la spesa per il personale dipendente si è ridotta del 24,9%; quella per il personale non dipendente del 20,7%; quella per trasferimenti, rappresentati quasi interamente dal contributo in favore dei Gruppi parlamentari, del 14% circa.

A ciò va aggiunto l’effetto di sterilizzazione dell’aumento della spesa derivante dai provvedimenti con cui l’Ufficio di Presidenza ha sistematicamente prorogato, da ultimo sino al 31 dicembre 2020, le misure di congelamento dell’indennità parlamentare e dei principali rimborsi spettanti ai deputati (spese di soggiorno e spese per l’esercizio del mandato), determinando un minor onere, rispetto all’andamento tendenziale della spesa, pari ad oltre 40 milioni di euro annui.

La spesa complessiva della Camera dei deputati per il 2018 risulta pari a 1.054,2 milioni di euro, al lordo della restituzione al bilancio dello Stato di 85 milioni di euro, e a 969,2 milioni di euro, al netto della citata restituzione. Rispetto al 2017, nel quale la spesa complessiva si è attestata a 950,4 milioni di euro, anche in questo caso al netto della restituzione al bilancio dello Stato, si registra un incremento di 18,8 milioni di euro (pari all’1,98 per cento).

Nel 2019 la spesa complessiva si attesterà nelle previsioni a 965,3 milioni di euro, segnando una diminuzione di 3,9 milioni di euro rispetto al 2018, pari allo 0,4%. Nel 2020 registrerà un’ulteriore diminuzione rispetto all’anno precedente, pari a 4,7 milioni di euro (lo 0,5% in meno), per cui, alla fine del triennio 2018-2020, risulta pari a 960,5 milioni di euro.

Camera dei Deputati, bilancio 2018 sotto il segno dell’austerity