Cambi, il dollaro è sempre più “mini” con Trump favorevole al Made in USA

(Teleborsa) – Il dollaro continua a deprezzarsi sul mercato valutario, a dispetto della politica restrittiva della Fed, che aveva fatto salire il valore del biglietto verde per mesi.

Il motivo? Le parole del Presidente eletto Donald Trump, che ha definito la valuta americana “troppo forte”, spiegando che questo non avvantaggia il Made in USA e che servirebbe una moneta più debole per stimolare le vendite all’estero.

L’effetto Trump si è subito riversato sul mercato, facendo indebolire il dollaro, specie rispetto allo yen, dato che il Giappone è uno dei partner commerciali più attivi degli Stati Uniti. Il cambio dollari /yen si attesta ora a 113,464, con un vantaggio dello 0,65% rispetto alla viglia. 

Eppure, era stato proprio Trump a dare un altra spinta al rialzo al biglietto verde, all’indomani della sua vittoria alle elezioni USA, stilando un programma di finanziamento in deficit della spesa pubblica e parlando di ricche spese infrastrutturali. Poi, l’inversione di rotta, dopo che Trump nel suo primo discorso ufficiale ha mancato di dare elementi di certezza sulla politica economica che seguirà il suo governo. 

E mentre il dollaro scende, crescono i cosiddetti asset rifugio, come lo yen e l’oro, che è rimbalzato sopra la soglia dei 1.200 dollari l’oncia.

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