Bus media-lunga percorrenza, Giuricin: bene liberalizzazione settore

(Teleborsa) – “Bene la modifica al decreto legislativo 285 del 21 novembre 2005 che prevede una liberalizzazione del trasporto bus a media e lunga percorrenza”. Così Andrea Giuricin, a.d di TRA Consulting e docente di Economia dei trasporti all’Università Milano Bicocca commenta la conversione in legge del Decreto 10/9/2021 n 121, recante “disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale” sottolineando come “nel trasporto bus a media e lunga percorrenza, la liberalizzazione non era di fatto compiuta completamente perché vi erano dei problemi legati alla burocrazia nei processi di autorizzazione e a norme che di fatto bloccavano una vera e propria concorrenza”.

L’azione del Governo e della Commissione Trasporti – spiega Giuricin – “è riuscita ad andare nella giusta direzione, per portare benefici ai cittadini italiani tramite un processo di riforma del settore, come era stato richiesto anche dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

In primo luogo, il processo autorizzativo per l’apertura di una nuova tratta o di una modifica di una tratta esistente, necessitava un iter lungo anche diversi mesi. Una modifica di snellimento del processo era dunque necessario per poter portare velocemente i benefici a tutti i consumatori.

Il secondo criterio inserito nella riforma è quello relativo ai 250 chilometri di distanza minimo per i servizi a media-lunga percorrenza, quando prima vi era l’obbligo di servire almeno tre regioni e la non possibilita’ di vendere biglietti tra le fermate intermedie nella stessa regione . Il Governo Draghi si è posto come obiettivo di incrementare la produttività e la competitività dell’Italia tramite dei processi di riforma del Paese: tra questi il tema della concorrenza”.

Tale liberalizzazione – rileva Giuricin – “è estremamente importante perché introduce il criterio di distanza per il servizio minimo di media e lunga percorrenza, ma lascia la libertà agli operatori di meglio servire il territorio nazionale. Aumentando la possibilità di collegamenti grazie all’apertura alla concorrenza, è ora possibile pensare di incrementare l’intermodalità con altri mezzi di trasporto ed in particolare con il treno AV”.

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