Torna il BPT Italia, ecco cosa c’è da sapere

Btp Italia 2018, novità dal 14 maggio. Cedola minima allo 0,40% e scadenza aumentata a 8 anni.

Btp Italia: a partire da oggi, lunedì 14 maggio 2018, parte la nuova emissione. Ora, la cedola minima è fissata allo 0,40 % e la scadenza è aumentata da 6 a 8 anni (2026).

I Btp Italia, ovvero i titoli di Stato indicizzati all’inflazione, vengono incontro soprattutto alle esigenze dei risparmiatori italiani e degli investitori retail. Si tratta di un investimento a medio termine che prevede una remunerazione allineata rispetto all’evoluzione del costo della vita.

L’offerta della nuova edizione del Btp Italia 2026 (codice ISIN IT0005332827) si concluderà il giorno mercoledì 16 maggio. La cedola garantita -detta anche tasso reale minimo garantito – è stata resa nota dal MEF già dall’11 maggio, ed è pari allo 0,40%.

Qui di seguito le caratteristiche attese del Btp Italia 2026 in emissione a partire dal 14 maggio:

  • Tasso reale annuo minimo garantito allo 0,40%
  • Scadenza a 8 anni
  • Calcolo delle cedole semestrale e sul capitale rivalutato all’inflazione
  • Capitale nominale garantito a scadenza
  • Premio Fedeltà per chi detiene il titolo fino a scadenza
  • La data di regolamento realtiva gli ordini di acquisto eseguiti è unica e coincide con quella di godimento
  • La cifra d’inflazione calcolata alla data di godimento e regolamento del Btp Italia è 101,62903.

Per avere maggiori informazioni sul come e dove comprare, la fase di collocamento è seguita dal Tesoro ed avviene sul MOT di Borsa Italiana. Il risparmiatore può acquistare il titolo recandosi presso uno sportello della propria banca, o, in alternativa, affidarsi al proprio sistema di home banking.

Inoltre, vi è anche una terza opzione, le Poste: proprio come accade per i titoli di Stato italiani, chi è interessato a comprare il Btp Italia può recarsi anche presso un ufficio postale.

Quando si parla di investimento si devono considerare anche le percentuali di rischio. Più in particolare, i rischi sono di tre tipi: rischio di bassa inflazione (che incide sul rendimento); rischio default o peggioramento dei conti pubblici dell’Italia e rischio connesso a fattori esogeni, ossia l’andamento incerto legato all’inflazione e a tutti quei fattori esterni come la crisi monetaria mondiale.

 

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