BTP in fibrillazione con dimissioni Draghi. Occhi puntati alla BCE

(Teleborsa) – Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) alzerà oggi i tassi di interesse per la prima volta in undici anni, provando a contenere i livelli storicamente elevati di inflazione senza innescare una recessione. La BCE ha più volte affermato che nella riunione di luglio avrebbe alzato i tassi di 25 punti base, ma negli ultimi giorni sono aumentate le speculazioni su possibili aumenti più marcati sul costo del danaro. Se da un lato l’impennata dell’inflazione potrebbe giustificare un aumento dei tassi di 50 punti base, dall’altro una modifica così netta della guidance rappresenterebbe un elemento negativa per la credibilità e la prevedibilità perseguite da Francoforte.

Con il rischio politico di nuovo in aumento in Italia, ci sarà una forte attenzione per lo strumento anti-frammentazione della BCE, di cui saranno svelati alcuni dettagli in un momento in cui il ritorno dell’instabilità politica a Roma sta innescando un allargamento dello spread italiano.

Secondo Gilles Moec, Group Chief Economist di AXA Investment Managers, il nuovo strumento potrebbe essere messo alla prova molto prima del previsto. “Le caratteristiche del dramma politico in corso in Italia sollevano domande su almeno due questioni chiave: se la condizionalità possa essere leggera e quali siano esattamente le “giuste circostanze” in cui lo strumento potrebbe essere utilizzato – ha spiegato – In effetti, la coalizione a Roma è messa alla prova, tra le altre cose, dai dibattiti sull’agenda di riforme legata al programma Next Generation, che è ampiamente considerata il punto di partenza per una condizionalità leggera”.

Dopo che Lega, Forza Italia e M5s non hanno votato per Draghi al Senato, il governo ha raccolto solo 95 sì e 38 no, ottenendo la fiducia ma attestando che non c’è più la maggioranza. Il premier annuncerà oggi alla Camera le dimissioni, poi salirà al Colle per presentarle a Mattarella. Si avvicinano quindi lo scioglimento del Parlamento e il voto per gli italiani, che potrebbe essere a inizio ottobre, nonostante le incognite per l’approvazione della finanziaria.

“La scelta di M5S, Lega e Forza Italia di non sostenere più il governo di unità nazionale con a capo Mario Draghi avrà conseguenze fortemente negative sull’andamento dell’azionario italiano e aumenterà le tensioni sullo spread con un forte rialzo dei rendimenti dei titoli di stato italiani”, ha commentato Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, secondo cui “i timori degli investitori su un lungo periodo di instabilità politica in Italia possano portare lo spread nel breve termine a 250 punti base e nel medio sui 300 pb”.

Il rendimento del decennale italiano è salito al 3,51% (+14 punti base), oltre il tasso dei titoli greci al 3,47% (+3 punti base). Il Bund tedesco è a quota 1,26% (+1 punto base), portando lo spread a quota 225 punti base.