BTP Futura, collocati 5,5 miliardi. 57% di investitori retail

(Teleborsa) – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto di aver collocato circa 5,5 miliardi per più di 132 mila contratti sottoscritti nella terza emissione del BTP Futura, titolo con scadenza a 16 anni e dedicato al finanziamento delle misure a sostegno della ripresa economica dalla pandemia del Covid-19 e le spese relative alla campagna vaccinale.

In particolare, l’importo emesso è stato pari a 5.477,083 milioni di euro e coincide con il controvalore complessivo dei contratti di acquisto validamente conclusi alla pari sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso le due banche dealer Intesa Sanpaolo e Unicredit durante il periodo di collocamento, che è iniziato lunedì 19 aprile e si è concluso alle ore 13 della giornata odierna. Nelle cinque giornate di collocamento sono stati conclusi 132.296 contratti con un taglio medio di 41.400,22 euro.

Per il titolo, che ha godimento 27 aprile 2021 e scadenza 27 aprile 2037, è fissata la serie dei tassi cedolari annui nominali definitivi, pagati su base semestrale, pari rispettivamente a 0,75% per i primi quattro anni, 1,20% per i successivi quattro anni, 1,65% per i successivi quattro e 2% per i restanti quattro anni di vita del titolo. Il regolamento dell’operazione si terrà lo stesso giorno del godimento del titolo.

“La domanda è stata molto sostenuta il primo giorno sia per controvalore che per numero di contratti, registrando poi un fisiologico calo nel corso delle successive giornate di contrattazione”, sottolinea il MEF in una nota. Durante il periodo di collocamento, dei 132.296 contratti conclusi sul MOT, circa il 60% è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva circa all’86%del totale.

Pur sottolineando di non avere dati puntuali sulle caratteristiche degli investitori, il Tesoro stima che la partecipazione di investitori retail sia stata prevalente rispetto a quella del private banking (con una quota di rispettivamente 57% e 43%). In particolare, all’interno della quota sottoscritta da investitori retail, si stima che circa il 66% abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie (recandosi fisicamente in filiale o inoltrando l’ordine a distanza), mentre circa il 34 per cento attraverso l’home banking. Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti, la quasi totalità degli ordini è risultata provenire da investitori domestici (circa il 97%).

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