Bruxelles, nuovo richiamo all’Italia per ritardi pagamenti della P.A.

(Teleborsa) – L’Italia finisce nel mirino della Commissione Europea sui ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione.

Bruxelles ha fatto un nuovo richiamo alla Penisola per i ritardi dei pagamenti della P.A., relativa alla modifica del Codice dei contratti di aprile 2017, mese in cui l’Italia ha apportato una serie di modifiche al Codice dei contratti pubblici italiano. Una delle nuove disposizioni estende sistematicamente di 30 giorni i tempi di gestione del pagamento delle fatture per stato avanzamento lavori negli appalti pubblici”. 

Sull’Italia pende già un’altra infrazione sul ritardo dei pagamenti della P.A. che lo scorso dicembre è arrivata fin sul tavolo della Corte di Giustizia europea. Il Paese dispone ora di due mesi per rispondere altrimenti rischia di essere portata una seconda volta davanti ai giudici di Lussemburgo.

Le autorità italiane sostengono che tale ulteriore periodo sia necessario ai fini delle verifiche, anche qualora siano già state svolte nel corso delle diverse fasi di realizzazione delle opere pubbliche. “Tale disposizione, che estende il periodo in questione di ulteriori 30 giorni, si configura come una violazione della direttiva sui ritardi di pagamento”, avverte Bruxelles. “La direttiva dispone che le autorità pubbliche debbano eseguire i pagamenti non oltre 30 o 60 giorni dalla data di ricevimento della fattura o, se del caso, al termine della procedura di verifica della corretta prestazione dei servizi”.

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