Brunini (Sea): test rapidi antigenici per volare in sicurezza

(Teleborsa) – Puntare sull’uso dei test rapidi antigenici sul Covid-19 per consentire la ripresa del settore dell’aviazione civile. E’ la soluzione ponte, in attesa di attivare la campagna generalizzata di vaccinazioni, sollecitata dai principali attori del trasporto aereo e rilanciata ieri da Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, nel corso di una conferenza sulla pagina Facebook dell’Associazione stampa estera di Milano.

Il protocollo comune europeo per la sicurezza dei passeggeri, a cui stanno lavorando l’Easa (European Union Aviation Safety Agency) e l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), non è stato ancora definito, anche perché le competenze in materia sanitaria sono in capo ai governi dei singoli Stati, che devono assumere provvedimenti in funzione dell’andamento locale della pandemia.

Brunini ha ricordato l’attivazione dei due voli “Covid-free” sulla tratta Milano-Roma, frutto della collaborazione di Sea con Aeroporti di Roma, Alitalia e le Regioni Lazio e Lombardia. Ai passeggeri di questi voli – ha detto Brunini – sono state offerte due soluzioni: effettuare un test negativo al Covid-19 entro le 48 ore precedenti il decollo, o in alternativa un tampone per il test rapido antigenico in aeroporto. In caso di risultato positivo non avrebbero potuto imbarcarsi e dovuto sottoporsi al tampone molecolare “.

Un test che, secondo l’AD di Sea, ha messo i passeggeri nelle condizioni di viaggiare in sicurezza, ma anche di stimolo alle istituzioni. Brunini ha preannunciato l’intenzione di proporre un’esperienza simile alle compagnia aeree che operano collegamenti internazionali e intercontinentali, anche attraverso accordi bilaterali con i Paesi di destinazione del volo, coinvolgendo gli aeroporti di partenza e di arrivo.

“Ci auguriamo – ha aggiunto Brunini – che l’Ecdc e la Commissione europea producano un protocollo per l’utilizzo dei test rapidi al posto delle quarantene. Sarebbe la migliore risposta per viaggiare in sicurezza e per chi entra in aeroporto. Temo che, verosimilmente, non arriveranno risposte nette in tempi rapidi. Se arriverà prima il vaccino, come speriamo, saremmo anche più contenti. Brunini è intervenuto anche sulla necessità di un maggiore sostegno pubblico al settore aeroportuale, oltre al supporto della cassa integrazione. “Tutta la filiera del trasporto aereo è colpita, compagnie, aeroporti e indotto, con tutte le società di servizi che operano negli aeroporti – ha sottolineato – Nei due aeroporti di Linate e Malpensa abbiamo 3.000 dipendenti, ma le persone che lavorano nell’indotto sono 30.000”.

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