BRI, la pandemia da Covid costa una perdita di crediti per mille miliardi

(Teleborsa) – Uno studio della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) ha calcolato che, a causa della crisi economica innescata dalla pandemia da Covid e delle insolvenze delle aziende, nel triennio 2020-2022 le perdite sui crediti potrebbero ammontare per i Paesi del G7 più Australia e Cina a mille miliardi di dollari, circa il 2% del PIL mondiale. Una cifra che dovrebbe comunque rimanere inferiore a quella registrata durante l’ultima crisi finanziaria, “perché la flessione è concentrata in settori che rappresentano una quota minore di produzione e debito rispetto a quelli colpiti dalla crisi finanziaria 2007-2009”.

“Per i singoli paesi, l’irregolarità della crisi in termini di profondità, tempistica e impatto cumulativo a livello settoriale porta a modelli differenti di perdite su crediti”, si legge nell’analisi della più antica istituzione finanziaria internazionale. L’incremento stimato di perdite sui crediti sono maggiori nel Regno Unito, seguito da Italia e Francia, “in linea con i loro percorsi più negativi del PIL e la loro quota elevata di settori gravemente colpiti”. L’aumento più contenuto in Cina. Se cumulati nel periodo 2020-22, gli incrementi delle perdite sui crediti dovuti alla pandemia oscillano tra lo 0,7% del PIL annuo in Cina e il 5,1% negli Stati Uniti e nel Regno.

Le differenze, ha rilevato infatti la BRI, derivano anche dalla diversa esposizione e peso a settori più o meno colpiti dalla pandemia nei vari paesi. Ad esempio, questo è il caso della Germania dove il comparto dei servizi ha una minore incidenza rispetto a Regno Unito, Italia e Francia.

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