Brexit: un’opportunità per Milano per diventare capitale finanziaria dell’Eurozona

(Teleborsa) – La Brexit che a Londra sta facendo discutere politica e giustizia arriva sotto la lente di Montecitorio.

L’esito del Referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea “imporrà ai mercati finanziari un riassetto ed una redistribuzione di funzioni e attività, in ragione del ruolo sino ad ora svolto dal London Stock Exchange  (LSE) nel mercato comune europeo”. Lo sottolineano alcuni Deputati che hanno portato la questione all’attenzione della Camera.

Maurizio Bernardo (Area Popolare), Gregorio Gitti (PD), Alessandro Pagano (LNA) hanno spiegato che la Brexit farà sì che “gli operatori bancari e intermediari finanziari internazionali perderanno il passaporto europeo ai sensi della direttiva MiFiD e dovranno trasferire le proprie sedi operative dalla City di Londra all’interno dell’Unione. A ciò deve aggiungersi, che le attività di liquidazione e di regolamento delle transazioni denominate in euro (cosiddetto mercato dell’ Euroclearing) dovranno lasciare Londra per essere ridomiciliate nell’Eurozona”

Alla luce poi della “deliberazione di proposta di fusione tra Deutsche Boerse e LSE Group che dovrebbe completarsi entro la prima metà del 2017, l’interesse britannico è quello di mantenere una presenza del LSE Group sul mercato comunitario continentale, nonostante la formale uscita della Gran Bretagna dall’Unione. Considerato poi il legame industriale tra la Borsa di Londra e Piazza Affari e, tenuto conto della capacità di Milano di offrire servizi ad elevato valore in termini di formazione, competenze e infrastrutture”, i deputati spiegano che “va assolutamente sostenuta l’ambizione di Milano ad assorbire quantomeno una parte del mercato dell’Euroclearing in uscita da Londra. Tale opportunità, se realizzata, può rendere Milano la capitale finanziaria dell’Eurozona, e di conseguenza produrre benefici sulla crescita del Prodotto Interno Lordo nazionale. Proprio in quest’ottica, il Comitato Select Milano, ascoltato in audizione dalla Commissione finanze il 21 settembre 2016, ha intrapreso un’iniziativa di diplomazia economica per identificare le condizioni attese dagli operatori bancari e dagli intermediari finanziari per considerare il trasferimento a Milano delle risorse delle piattaforme per l’Euroclearing.

Il Comitato Select Milano, nel corso dell’audizione dinanzi alla Commissione finanze della Camera, ha illustrato un programma di misure fiscali, organizzative e normative capaci di offrire agli investitori internazionali forme di collaborazione transnazionale, che coltivino dalla base la possibilità di replicare, tramite l’esercizio dell’autonomia privata nell’autoregolamentazione degli interessi, le ragioni di successo del modello inglese. In particolare, è stata evidenziata la possibilità di promuovere un ambiente normativo di natura privatistica, congeniale alle relazioni finanziarie e d’affari: a tal fine, le provvidenze di carattere fiscale e il potenziamento degli strumenti finalizzati a facilitare il rientro (o l’arrivo) in Italia di risorse umane di alta qualificazione, devono essere accompagnati da un pegno diretto delle istituzioni italiane a promuovere la collaborazione tra operatori finanziari, imprese e libere professioni.

In tal senso, cogliendo la direzione indicata delle fusioni tra borse, sembra quanto mai opportuno valorizzare l’adozione e l’utilizzo di uno strumento normativo di aggregazione di matrice europea, pienamente operativo in Italia: il Gruppo Economico d’interesse Europeo (GEIE) espressamente pensato affinché le persone fisiche, le società e gli altri enti giuridici possano effettivamente cooperare oltre le frontiere, mediante la creazione di un nuovo centro di imputazione che consenta di facilitare o di sviluppare l’attività economica dei suoi membri per permettere loro di migliorare i propri risultati. Il GEIE dovrà promuovere la redazione e l’adozione di codici di comportamento, capaci di esprimere un vero e proprio sistema di autoregolamentazione del futuro distretto affari di Milano”.

Fatte queste premesse, i deputati chiedono al Governo di:

– Costituire un Distretto di affari a Milano capace di svolgere la funzione di cittadella finanziaria europea e creare un ecosistema per l’intera gamma dei servizi d’investimento ai sensi della direttiva MiFiD;

– Assumere iniziative per organizzare il nascituro distretto di affari in forma di Gruppo economico d’interesse europeo (GEIE) e favorire l’adesione al GEIE di soggetti internazionali accanto a soggetti istituzionali italiani;

– Favorire l’elaborazione di un codice del distretto di natura giuridica privatistica ma con rilevanza di autoregolamentazione;

– Promuovere la partecipazione al GEIE di operatori bancari, intermediari finanziari, società di gestione de risparmio, gestori di mercati regolamentati e di sistemi multilaterali, e prestatori di servizi, attraverso la normazione di consorzi di categoria o il
riconoscimento dello status di consorzi di categoria ad enti preesistenti;

– Assumere iniziative normative per espandere il ruolo dell’Arbitro per le controversie finanziarie.

Infine i deputati chiedono al Governo  iniziative normative per rafforzare il ruolo dell’arbitrato nelle dispute afferenti ratione materiae al nascituro distretto di affari di Milano, ripensando il sistema delle impugnazioni e promuovendo la stipula di
convenzioni con organismi di arbitrato.

Leggi il documento completo sugli Atti della Camera a pag 15.

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