Brexit, ultimatum di Corby: “Se non si esclude ipotesi no deal, referendum bis”

(Teleborsa) – Dopo la bocciatura ai Comuni dell’accordo raggiunto, con in tasca la fiducia del Parlamento, Theresa May è al lavoro per preparare un piano B, “una mozione emendabile” da presentare alla Camera lunedì prossimo.

Ma il primo degli incontri convocato, a tal fine, dalla premier britannica con i leader delle opposizioni non sembra essere iniziato con il piede giusto. La riunione, a cui hanno preso parte i vertici dei LibDem, Snp e Plaid Cymru, è stata, infatti, disertata dal numero uno del partito laburista e promotore della mozione di sfiducia, Jeremy Corbyn.

Mentre May cerca margini per avviare un dialogo e concordare una nuova strategia con le opposizioni, il leader laburista, non sembra pronto a negoziare e chiede come precondizione per un confronto l’esclusione di ogni ipotesi di divorzio no deal dal’Ue.

MAY “DELUSA” PRONTA A SCHIERARE MILITARI NELLE STRADE – “Occorre mettere da parte i propri interessi e lavorare insieme costruttivamente”, ha affermato la premier britannica dicendosi “delusa” dall’atteggiamento di Corbyn ma aggiungendo che “la porta resta aperta”. “Il popolo britannico – ha affermato May – vuole a larga maggioranza andare avanti e che la Brexit sia attuata. Io credo sia mio dovere rispettare le istruzioni del popolo britannico di lasciare l’Ue e intendo farlo”. Nonostante le aperture, tuttavia, May non sembra intenzionata a togliere dal tavolo l’ipotesi di una Brexit no deal e anzi, secondo l’Evening Standard, è pronta a far schierare 3.500 militari nelle strade britanniche con compiti ausiliari nel caso in cui questo scenario divenga realtà. Il piano illustrato al Parlamento dal ministro della Difesa, Gavin Williamson, prevederebbe l’allertamento di 3.500 fra militari effettivi e della riserva destinati, in presenza di un no deal e in caso d’emergenza, destinati ad affiancare le forze dell’ordine di fronte a ipotetiche minacce alla sicurezza.

CORBYN LANCIA ULTIMATUM ED EVOCA REFERENDUM BIS – “Se la premier non accetta un compromesso su una nuova proposta di accordo per una Brexit più soft che includa la permanenza del Regno nell’unione doganale, il Labour è pronto a presentare una nuova mozione di sfiducia per arrivare a elezioni anticipate, ma anche a valutare l’opzione di una nuova consultazione pubblica“. Ossia un referendum bis.

Sul fronte Ue mentre i leader europei si preparano all’ipotesi di un “no deal”, il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit, Michel Barnier, ha annunciato che “se il Regno Unito sposterà i suoi paletti” per la costruzione della relazione futura con i 27, anche l’Ue “farà altrettanto”.

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