Brexit: senza l’accordo c’è un enorme rischio per il made in Italy

Secondo Coldiretti i produttori agricoli italiani potrebbero pagare un conto particolarmente salato in caso di uscita senza accordo

Che la Brexit (soprattutto in caso di no-deal) possa rappresentare un pericolo per l’economia britannica è un fatto risaputo e sostenuto da diverse fonti (tra queste, anche la Banca d’Inghilterra).

Che l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea potesse avere pesanti ricadute anche per la nostra economia, però, sinora non l’aveva ipotizzato nessuno, o quasi. Secondo uno studio condotto da Coldiretti, infatti, se il prossimo 31 ottobre il Regno Unito dovesse “salutare la compagnia” senza formalizzare un accordo con le autorità di Bruxelles la produzione agricola e alimentare del nostro Paese potrebbe patire un contraccolpo economico non indifferente.

Le aziende agroalimentari italiane, infatti, dovrebbero fare i conti sia con le difficoltà iniziali di esportare i loro prodotti al di là del Canale della Manica, sia con una possibile deregulation del settore che renderebbe più semplice immettere sul mercato prodotti che copiano le nostre eccellenze o con falsi marchi “made in Italy”. Un danno economico che, potenzialmente, può valere centinaia di milioni di euro ogni anno.

Sino a oggi, infatti, i nostri prodotti agroalimentari di eccellenza sono stati protetti da varie norme e direttive europee. Però, una volta che il Regno Unito sarà fuori dall’Unione, chiunque potrà immettere sul mercato britannico un falso Parmesan senza rischiare sanzioni o una mozzarella di bufala “made in Italy” prodotta in loco o con latte proveniente chissà da quale filiera. E, a pagarne le conseguenze peggiori, saranno i piccoli produttori locali che trovano nel mercato di Sua Maestà un mercato particolarmente generoso.

Secondo i dati diffusi da Coldiretti, infatti, la Gran Bretagna è il quarto partner economico italiano per quel che riguarda il settore agroalimentare. Nel corso del 2018, le esportazioni verso l’isola britannica hanno portato nelle casse dei produttori del Belpaese la bellezza di 3,4 miliardi di euro ma, in caso di Brexit no-deal, le ambizioni di ulteriore espansione potrebbero subire un colpo dal quale sarà difficile riprendersi.

A risentirne maggiormente sarà il settore della produzione vinicola, che da solo vale 827 milioni di euro. Di questi, oltre 300 milioni sono stati generati dall’export di Prosecco DOP, arrivato sul mercato inglese da alcuni anni e apprezzatissimo dai consumatori britannici. Sul secondo gradino del podio, con un fatturato di 234 milioni di euro, troviamo l’ortofrutta fresca e trasformata (come le conserve di pomodoro) e il settore caseario, con Grana Padano e Parmigiano Reggiano che, da soli, valgono 85 milioni di euro di esportazioni.

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