Brexit, senza accordo a Consiglio Ue negoziati per “mini deal”

(Teleborsa) – Trovare, nonostante le attuali divergenze, un accordo sui rapporti commerciali con il Regno Unito. Altrimenti mediare esplorando altre strade. Questo l’obiettivo dei leader Ue in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

Come affermato dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel in vista della scadenza di giovedì prossimo “per avere un accordo servono passi significativi da parte dei nostri amici britannici nei prossimi giorni. Non è solo una questione irlandese. È europea”. Con lo stallo dei negoziati e l’avvio della procedura legale da parte della Commissione Ue, la prospettiva di raggiungere entro il 15 ottobre un accordo commerciale con la Gran Bretagna da attivare alla fine del periodo di transizione, fissato per il 31 dicembre, si fa, tuttavia, sempre più remota. Se la prospettiva di un “no deal” sarebbe svantaggiosa per entrambe le parti, iniziano a spuntare nuove ipotesi volte a limitare i danni.

Nei giorni scorsi, confrontandosi con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese, Emmanuel Macron, sull’attuale situazione dei negoziati sul futuro dei rapporti fra Regno Unito e Ue, il primo ministro britannico Boris Johnson ha messo in evidenza come sia nei desideri britannici, e a beneficio di entrambe le parti, raggiungere un accordo entro il 15 ottobre. Tuttavia, se non ciò non dovesse accadere, Johnson si è detto pronto a concludere il periodo di transizione in termini che si rifanno al “modello australiano”, cioè con un accordo parziale come quello fra l’Ue e l’Australia. Il primo ministro ha rimarcato che è necessario fare progressi nei prossimi giorni per colmare il significativo divario in alcune aree in particolare come la pesca e il level playing field.

L’idea condivisa da più parti è quella di raggiungere un accordo entro ottobre in modo da avere tempo a sufficienza per la ratifica. Ma, secondo il Times, Lord Frost, il capo negoziatore britannico per la Brexit, e la controparte Ue Michel Barnier, hanno concordato che i contatti e le trattative continueranno “anche se risulterà impossibile un accordo più ampio”. Stando alle indiscrezioni pubblicate dal quotidiano, se al Consiglio europeo della settimana prossima non sarà raggiunta un’intesa complessiva sui capitoli più urgenti, ovvero commercio, trasporti e migrazione, Gran Bretagna e Ue sarebbero pronte a continuare il confronto a novembre, con l’obiettivo di raggiungere dei mini-accordi. Questo per evitare i temuti effetti di un “no deal” e tamponare gli effetti immediati della Brexit.

Senza un accordo, e in virtù della nuova legge sul “mercato interno” appena varata dalla Gran Bretagna, c’è il rischio di un ritorno a confini fisici tra Irlanda e Irlanda del Nord, dopo la fine del periodo di transizione.

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