Brexit, sconfitta per la May alla Camera. Passato l’emendamento sul Piano B

(Teleborsa) – Giornata cruciale per il dibattito sulla Brexit nel Regno Unito in attesa delvoto di ratifica del prossimo 15 gennaio. “La Gran Bretagna uscirà dall’Ue il 29 marzo e io voglio che esca con l’accordo raggiunto con Bruxelles a novembre”, ha affermato la premier Theresa May nel corso del Question Time ai Comuni prima della ripresa del dibattito sulla Brexit. Nessun rinvio, dunque, né un referendum bis e, tantomeno, elezioni anticipate in quanto, per la May, “il popolo ha già votato”.

Una posizione che, tuttavia, alla riapertura del dibattito si è scontrata con la decisione dello speaker della Camera, John Bercow, di ammettere fra gli emendamenti alle mozioni già approvate in passato quello che attribuisce al Parlamento il potere di chiedere al governo, in caso di bocciatura dell’accordo proposto dalla premier britannica, di presentare all’aula “entro tre giorni lavorativi” un piano B, alternativo al “no deal”, da negoziare con l’Ue. L’emendamento proposto dal deputato Tory ribelle Dominic Grieve è stato approvato con 308 sì e 297 no. Nel caso dell’approvazione di un piano B il divorzio dalla Ue potrebbe essere più soft e ispirato al cosiddetto modello “Norvegia plus”, in base al quale il Regno Unito pur uscendo dall’Ue mirerebbe a restare sostanzialmente parte del mercato unico e anche dell’unione doganale.

Una sconfitta per la May che già durante il Question Time aveva polemizzato con il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, sull’ipotesi di una Brexit no deal in caso di mancata ratifica parlamentare dell’accordo raggiunto dalla premier con Bruxelles. Difronte alle sollecitazioni di Corbyn volte a cancellare l’ipotesi del no deal, visto che in parlamento esiste una maggioranza contraria, la May aveva indicato la ratifica dell’accordo proposto dal governo come unica “garanzia” contro un divorzio senz’accordo dall’Ue affermando che
il solo modo per evitare un no deal e votare per il deal”.

Rispondendo alle critiche la May ha inoltre affermato che “ulteriori chiarimenti da parte dell’Ue sull’accordo sulla Brexit “sono possibili” e “i contatti continueranno” con Bruxelles nei prossimi giorni prima del voto di ratifica. Entrando nei dettagli la premier britannica ha spiegato che i cittadini Ue residenti nel Regno Unito pagheranno meno di quanto i britannici pagano per il rilascio del passaporto per ottenere lo status speciale in grado di garantire loro i diritti attuali anche dopo la Brexit e ha parlato di una proposta di riforma per garantire un ruolo di controllo al parlamento locale dell’Irlanda del Nord sull’attuazione eventuale del contestato meccanismo di garanzia del backstop sul confine aperto fra Dublino e Belfast.

Parlando dell’accordo il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen ha ribadito che i negoziati sono chiusi e che l’intesa concordata è l’unica possibile.

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