Brexit penalizza la crescita in Gran Bretagna, pressing sulla Bank of England

(Teleborsa) – Caduta verticale per il settore manifatturiero inglese penalizzato dalla decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione Europea, lo scorso 23 giugno. 

La manifattura ha registrato il calo più rapido in oltre tre anni, nel mese di luglio. Secondo la rilevazione di Markit, l’indicatore PMI è scivolato a 48,2 punti dai 52,4 registrati a giugno.

Il settore si porta così in zona contrazione (sotto la soglia dei 50 punti che fa da spartiacque tra contrazione e espansione) mettendo in difficoltà la Bank of England. L’istituto centrale guidato da Mark Carney, ala luce delle ultime deboli statistiche macroeconomiche, potrebbe decidere per un taglio dei tassi di interesse che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe arrivare già durante la riunione della BoE, in agenda giovedì prossimo. 

Durante la riunione di luglio, il Monetary Policy Committee (MPC) della Bank of England, ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse allo 0,5% e il mantenimento del suo programma di acquisto di asset, per un importo di 375 miliardi di sterline.

Per la prima volta in più di sette anni, gli analisti si aspettavano invece qualche azione da parte della Bank of England (BoE) sui tassi di interesse, la prima riunione dopo la vittoria della Brexit al referendum britannico, del 23 giugno scorso.

Relativamente ai sottoindici, produzione e ordini sono scesi sotto 50 punti, per la prima volta da inizio 2013 a causa delle condizioni di mercato più deboli e all’incertezza relativa al referendum UE. La vittoria della Brexit, infatti, ha fatto registrare una forte discesa della fiducia dei consumatori inglesi, la più ripida caduta degli ultimi due decenni. Un segnale molto pericoloso che contribuisce a far presagire un rallentamento economico più ampio del previsto.

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