Brexit, l’ultima mossa di Johnson: elezioni il 12 dicembre. Corbyn: Solo se elimina No Deal 

Il Premier britannico sfida le opposizioni e rilancia la carta del voto politico anticipato

Mesi di tentennamenti e colpi di scena, premier sull’orlo di una crisi di nervi con il Parlamento a fare da muro agli accordi di volta in volta in volta proposti : il divorzio tra Londra e Bruxelles – che ormai è diventata a tutti gli effetti una saga infinita –  continua a essere avvolto nel mistero tanto che in molti hanno iniziato a parlare ormai di  “Brexit, l’incompiuta”. Assisteremo mai alla fine? È la domanda che in queste ore inizia a circolare con una certa insistenza.

La settimana che si sta per chiudere è un copione degno del più macchinoso degli sceneggiatori:  giovedì 17, arriva l’intesa al fotofinish con i 27 a Bruxelles,  sabato 19, il Parlamento convocato nel weekend nel fine settimana per la prima volta dal 1982, durante la guerra delle Falklands, ma ci pensa l’emendamento Letwin a beffare Boris Johnson facendo slittare l’intesa e costringendo il Premierfurioso ma obbligato però dal  Benn Act  – a chiedere un rinvio all’UE.

Martedì 22, BoJo tira un piccolo sospiro di sollievo: riesce a strappare a Westminster il primo ok al suo accordo di divorzio dall’UE, ma non il via libera all’iter sprint per chiudere la partita entro il 31 ottobre, come, invece, vorrebbe e dichiara ormai da mesi. Ecco allora che gioca l’ultima carta, quella del voto anticipato: lunedì presenterà una mozione del governo Tory in Parlamento per cercare di ottenere lo scioglimento della Camera dei Comuni il 6 novembre e la convocazione delle urne il 12 dicembre.

Johnson, infatti, si è dichiarato disposto a “essere ragionevole con il Parlamento” e a concedere “più tempo per studiare questo eccellente accordo”, a patto di acconsentire alle “elezioni generali anticipate il 12 dicembre“.Una mossa che somiglia a una sfida con l’obiettivo di screditare gli avversari, mostrandoli impauriti dall’affrontare il giudizio “del popolo”.

Le opposizioni restano diffidenti. “Togliamo il No Deal dal tavolo e noi appoggeremo sicuramente le elezioni“, fa sapere il leader laburista Jeremy Corbyn. “Il No Deal – ha continuato – è una minaccia che Boris Johnson ha usato di continuo e sicuramente è contenuta nella legislazione che al momento è al vaglio del Parlamento”.

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