Brexit, Londra è fuori dall’UE. Johnson: “Non era più nostra strada”

"Per molte persone è un momento di meravigliosa speranza", ha sottolineato il Premier

La Brexit è diventata realtà in una notte di gennaio, l’ultima: l’Union Jack e la bandiera azzurra con le stelle europee si sono dette addio,  fra festeggiamenti, recriminazioni del fronte pro Remain e il rammarico di molti. Dopo colpi di scena, polemiche e rinvii, dallo scoccare della mezzanotte, dunque, il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea.

Uno storico addio

A segnare il passaggio epocale che, di fatto, cambia la storia chiudendo una pagina durata quasi mezzo secolo, dal 1973 a oggi, il count down proiettato sulla facciata di Downing Street sullo sfondo dei colori del vessillo britannici: fino allo 0, scattato alle 23 ora locale, quella del meridiano di Greenwich, la mezzanotte del primo febbraio in Italia ed Europa centrale, Bruxelles compresa. Poi il suono delle campane del Big Ben, in forma solo virtuale poiché l’originale è chiuso per restauro.

Festeggiamenti e lacrime

Subito dopo, la folla brexiteer riunita a Westminster Square è esplosa in un boato accompagnato dal canto dell’inno nazionale,  fra fuochi d’artificio, lacrime e una marea di Union Jack che sventolavano sotto il cielo di Londra.

Non fine, ma nuovo inizio

“Stanotte lasciamo l’Ue: per molte persone è un momento di meravigliosa speranza”. Queste le parole del Premier Boris Johnson, in apertura del suo discorso alla nazione nel Brexit Day, sottolineando tuttavia come molti altri avvertano invece “un senso di ansietà e di smarrimento”. E come “un terzo gruppo, forse il più grande”, sia soprattutto sollevato dalla fine di “lotta politica” sulla Brexit. Tutti sentimenti che il premier Tory afferma di “comprendere”, impegnando ora il suo governo a “riportare il Paese insieme per andare avanti” uniti.

Strada dell’Ue non più la nostra

“L’Unione Europea, nonostante tutti i suoi punti di forza e le ammirevoli qualità, è evoluta negli ultimi 50 anni verso una direzione che non si addice più” al Regno Unito, ha proseguito BoJo definendo “sana e democratica” la scelta del divorzio per restituire “sovranità” al Paese su temi quali “controllo dell’immigrazione”, commerci, legislazione.

Una scelta che “il popolo ha confermato alle urne non una, ma due volte”. 

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