Brexit, l’accordo non c’è. Negoziati nelle mani di Johnson e von der Leyen

(Teleborsa) – L’accordo non c’è e ora è tutto nelle mani della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del primo ministro britannico Boris Johnson. Dopo una telefonata di oltre un’ora e mezza, interrotta da una pausa e non più ripresa, i due leader – secondo quanto si apprende da Downing Street – hanno deciso di prendere il controllo dei negoziati sulla Brexit incontrandosi di persona “nei prossimi giorni” a Bruxelles per discutere delle divergenze rimaste irrisolte nell’ambito dei colloqui fra i rispettivi team negoziali.

“Nella telefonata di oggi – si legge nella dichiarazione congiunta diffusa al termine della telefonata – abbiamo convenuto che le condizioni per la conclusione di un accordo non sussistono a causa delle restanti differenze significative su tre questioni critiche: parità di condizioni, governance e pesca. Come concordato sabato, oggi abbiamo fatto il punto sui negoziati in corso. Abbiamo chiesto ai nostri capi negoziatori e ai loro team di preparare una panoramica delle restanti differenze da discutere in una riunione fisica a Bruxelles nei prossimi giorni”.

“Con Boris Johnson abbiamo fatto il punto delle trattative. Le condizioni per un accordo non sussistono a causa di persistenti divergenze sulle criticità” ha commentato von der Leyen su Twitter.

Il confronto tra Johnson e von der Leyen è stato preceduto da un incontro in videoconferenza tra il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Ue con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Macron nel corso del quale – nonostante il focus fosse la preparazione del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre a Bruxelles e la questione Brexit solamente evocata – è circolata l’ipotesi di stralciare la parte riguardante la pesca dalla trattativa generale. Una strada, tuttavia, per niente percorribile per il capo dell’Eliseo.

Nel pomeriggio i segnali sembravano positivi. Il Regno Unito si è, infatti, detto pronto a ritirare o disattivare le clausole del disegno di legge sul mercato interno che violano l’Accordo di recesso del Regno Unito dall’Ue, a condizione di arrivare entro la fine della settimana a un accordo commerciale per dopo la Brexit. “I colloqui – si legge in un comunicato diffuso dal governo e riportato dai media britannici – continuano a fare passi avanti e sono attese decisioni finali nei prossimi giorni. Se le soluzioni prese in considerazione nel corso dei colloqui porteranno a un accordo, il governo britannico è pronto a rimuovere la clausola 44 della legge sul mercato interno del Regno Unito, relativa alle dichiarazioni di esportazione, e a disattivare le clausole 45 e 47, relative agli aiuti di Stato, in modo che possano essere utilizzate solo se coerenti con i diritti e gli obblighi del Regno Unito nel rispetto del diritto internazionale”.

Il destino di un’intesa di libero scambio post Brexit fra Ue e Regno Unito – secondo la Bcc – è ora appeso non più a questioni tecniche, ma a un ultimo scontro politico che dovrebbe svolgersi prima del Consiglio Europeo previsto da giovedì prossimo. La mancata fumata bianca già stasera innervosisce i mercati, con la sterlina che in serata scivola al livello più basso degli ultimi mesi rispetto a euro e dollaro nel timore di un no deal che per ora continua a non poter essere escluso.

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