Brexit, la parola al Consiglio europeo del 15 dicembre

(Teleborsa) – Il difficile percorso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea potrebbe essere ad un punto di svolta.

Dopo mesi di negoziati e trattative, venerdì 8 dicembre la Commissione europea ha raccomandato al Consiglio UE “di constatare che sono stati compiuti progressi sufficienti nella prima fase dei negoziati condotti con il Regno Unito a norma dell’articolo 50”.

I progressi riguardano tre temi prioritari per passare alla fese due delle negoziazioni (quelle relative agli accordi commerciali): diritti dei cittadini, dialogo su Irlanda/Irlanda del Nord e liquidazione finanziaria.

Per quanto riguarda i diritti dei cittadini, il negoziatore della Commissione ha assicurato che “i cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito saranno tutelati nella loro scelta di vita: anche dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione, i cittadini dell’UE che vivono in tale paese e i cittadini britannici che vivono nell’UE a 27 manterranno gli stessi diritti”.
La Commissione si è altresì accertata che le procedure amministrative siano poco onerose finanziariamente e semplici per i cittadini dell’UE nel Regno Unito.

Riguardo alla liquidazione finanziaria, “il Regno Unito ha convenuto che gli impegni assunti dall’UE a 28 saranno onorati dall’UE a 28, Regno Unito compreso”.

Nella nota di Bruxelles, tuttavia, non si fa accenno alla cifra precisa della cosiddetta “Brexit bill”, che secondo le stime dovrebbe aggirarsi attorno ai 60 miliardi di euro.

Riguardo alla frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord, il Regno Unito ha riconosciuto la peculiarità della situazione irlandese e “ha assunto impegni rilevanti per evitare che sia eretta una frontiera fisica”.

Spetta ora al Consiglio europeo del 15 dicembre 2017 stabilire se i progressi sono davvero sufficienti per passare alla seconda fase negoziale.

Se il Consiglio valuterà che sono stati compiuti progressi sufficienti, i negoziatori della Commissione europea e del governo del Regno Unito cominceranno a redigere un accordo di recesso basato sull’articolo 50 del trattato sull’Unione europea (TUE), muovendo dalla relazione comune e dall’esito dei negoziati sulle altre questioni.

La Commissione è pronta, non appena gli Stati membri avranno confermato la sua valutazione, ad avviare immediatamente i lavori sulle eventuali disposizioni transitorie e ad aprire discussioni esplorative sulle future relazioni tra l’Unione europea e il Regno Unito.

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