Brexit, la BoE valuta le conseguenze finanziarie

Il Governatore Mark Carney, con il supporto di uno staff appositamente creato, starebbe valutando i possibili effetti fiscali derivanti dal recesso britannico dall’Unione Europea, nel caso che il risultato del referendum pro o contro l’UE, che si terrà entro il 2017, desse un responso in tal senso.

Per illustrare il “progetto Bookend”, il governatore della Banca d’Inghilterra, terrà un discorso domani ad Oxford, per ribadire quelle che la BoE ritiene saranno le conseguenze finanziarie in caso di “Brexit”, cioè dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

L’autorevole quotidiano britannico, The Guardian, ha rivelato all’inizio di quest’anno che selezionati funzionari della Banca d’Inghilterra, sono segretamente al lavoro sul dossier “Bookend”, per fare una severa valutazione delle potenziali implicazioni finanziarie se gli elettori britannici sceglieranno di lasciare l’Unione europea.

I precedenti governatori della Banca d’Inghilterra, hanno sempre guidato l’istituzione in modo chiaro nella palude delle questioni politicamente controverse, ma Carney ha fatto una serie di dichiarazioni poco ortodosse in materia di politica economica.

Nel 2014 mise in guardia gli elettori scozzesi circa le conseguenze finanziarie di una ritrovata indipendenza e, più recentemente, ha indirizzato un severo monito alla corporate britannica sull’urgenza del cambiamento climatico.

Interventi che hanno suscitato delle polemiche tra maggioranza e opposizione e che hanno costretto il capo del governo britannico, Cameron, a dire che i politici che appoggeranno apertamente il “NO” al referendum, perderanno la poltrona parlamentare.

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