Brexit, giorno decisivo per accordo ma posizioni ancora lontane

(Teleborsa) – I colloqui tra il Regno Unito e l’UE sono ripresi, in quello che è un giorno decisivo per scongiurare il no-deal, ma le due parti sono ancora distanti dal raggiungere un accordo commerciale post-Brexit. Le controversie sulla pesca e sulle regole di concorrenza tra imprese rimangono, nonostante il governo britannico abbia affermato che “c’è ancora tempo per raggiungere un accordo”.

L’umore dei negoziatori dell’Unione europea è stata descritto come “pessimistico” in vista dell’incontro del capo negoziatore UE Michel Barnier con la sua controparte del Regno Unito, David Frost. “Da quanto ho sentito da Michel Barnier stamani, le notizie sono pessimistiche. Direi che è molto cupo, ed ovviamente molto cauto rispetto alla possibilità di fare progressi oggi – ha detto il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney alla tv Rte – Alcuni media ieri sera hanno detto che c’era una svolta sulla pesca. Non è assolutamente così da quanto abbiamo sentito”.

Stasera il primo ministro Boris Johnson parlerà con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per fare il punto sui negoziati, dopo aver messo ancora più pressione sulla controparte. Il premier britannico sarebbe pronto a concedere non più di altre “48 ore” ai negoziatori per verificare la possibilità di progressi dell’ultimo minuto nelle trattative con Bruxelles, altrimenti avvierà i preparativi per il no deal, secondo quanto scrive oggi il Sun. Se non verrà concluso alcun accordo entro la fine dell’anno, il Regno Unito e l’UE introdurranno tariffe e controlli alle frontiere sulle merci.

La Commissione europea cerca di respingere l’ultimatum imposto. “Non facciamo speculazioni sulla data dell’ultima chance”, ha detto il portavoce della Commissione UE, Eric Mamerper, aggiungendo che “siamo completamente impegnati sulla sostanza. Abbiamo sempre detto che la sostanza ha la priorità sulla tempistica“.

Intanto nella giornata di oggi Michael Gove, membro del Governo inglese molto vicino a Johnson, incontrerà il vicepresidente della Commissione europea, Maroš Šefcovic, per raggiungere un accordo per ridurre al minimo i controlli su merci e cibo che entrano in Irlanda del Nord dalla Gran Bretagna. Johnson, a meno di un accordo commerciale raggiunto entro sera, dovrebbe infatti pubblicare domani una nuova legge che modifica parti dell’accordo di uscita, secondo quanto riporta il Times. Secondo il Governo questo nuovo provvedimento, insieme al disegno di legge sul mercato interno, è necessario per garantire il regolare flusso di merci tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord. Dal punto di vista dell’Unione Europea, questa azione infrangerebbe un accordo internazionale stretto meno di un anno fa.

“Boris Johnson ha detto che il Regno Unito vuole lasciare l’Unione europea ma non l’Europa. Se il Regno Unito assumerà la responsabilità del fallimento di questo negoziato, de facto lascerà l’Europa, perché sarebbe l’unico Paese senza un accordo commerciale”, ha commentato il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn, confermando che nessuna delle due parti è pronta ad accettare troppe concessioni per trovare un accordo.

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