Brexit e Bank of England innescano rally sterlina

(Teleborsa) – Brexit e Bank of England mettono le ali alla sterlina, che ha risolutamente sfondato il tetto degli 1,35 dollari, nella giornata di ieri, e continua ad apprezzarsi questa mattina sia rispetto al biglietto verde a 1,3571 USD (+0,51%) sia rispetto all’euro, con cui scambia a 1,1091 (+0,21%).

Le sorti della valuta di Sua Maestà sono legate a doppio nastro all’esito dei colloqui per la Brexit, peraltro ancora dominati da un’aura di incertezza, tanto che l’accordo potrebbe essere raggiunto all’ultimissimo minuto, prima della scadenza del 31 dicembre. Dopo sarà troppo tardi, lo scenario “No-Deal”, tanto paventato sarà una realtà.

Ma i mercati sono sempre più fiduciosi e scommettono ancora che questo tiro alla fune fra UE e Regno Unito si risolva in zona Cesarini, almeno questo è il segnale che sta offrendo la sterlina in questi ultimi giorni. Se non fosse così la caduta del Pound sarebbe importante, almeno sino a 1,10 USD.

A dare man forte all’ottimismo delle ultime ore sono state le dichiarazioni della Presidente dell’UE, Ursula von der Leyen all’Europarlamento. “Non posso dire se vi sarà un accordo”, ha premesso la numero uno di Bruxelles, aggiungendo “c’è una strada stretta verso un accordo,”, ma “siamo molto vicini” a trovare un compromesso sulla parità di condizioni (level playng field) e sulla pesca. “I prossimi giorni saranno decisivi”, ha concluso.

Ed il mercato ha così creduto nella possibilità di trovare questo accordo, innescando un rally della valuta britannica, che attende anche le decisioni della Bank of England.

La BoE, che oggi annuncerà le decisioni di politica monetaria, potrebbe scegliere la soluzione del “wait and see”, avendo già più volta assicurato il massimo sostegno all’economia in caso di “No-Deal”.

Ecco perché oggi non si attendono annunci e novità da parte dei banchieri centrali inglesi, che attenderanno l’esito delle trattative per proporzionare un intervento e nuovi stimoli all’economia. Il piano di quantitative easing vale già 895 miliardi di sterline, dopo il ritocco all’insù di 150 miliardi il mese scorso, ed i tassi d’interesse restano ai minimi storici allo 0,1%.

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