Brexit, dopo Raab si dimettono altri ministri

(Teleborsa) – Continua a suscitare contrasti l’accordo sulla Brexit approvato ieri, 14 novembre 2018, dal governo britannico. La premier inglese Theresa May difende senza ripensamenti l’intesa raggiunta con l’Ue, dichiarando che è stata fatta “nell’interesse nazionale”, che “non ci sarà un nuovo referendum”, che “non è un accordo finale” e che l’unica alternativa sarebbe “un no deal” o “nessuna Brexit”.

La May tira dritto sull’intesa con Bruxelles nonostante le dimissioni di 2 ministri e 2 sottosegretari del suo governo, dei cosiddetti “Brexiteer“, cioè dei separatisti più convinti dell’esecutivo britannico. Si tratta del ministro per la Brexit Dominic Raab, della sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman, della ministra del lavoro Esther McVey e del sottosegretario britannico per l’Irlanda del Nord, Shailesh Vara.

Per il leader laburista Jeremy Corbyn, la bozza d’intesa sulla Brexit proposta dalla May è “un enorme e dannoso fallimento”, e che “la falsa scelta fra questo cattivo accordo e un no deal, non può essere una opzione reale”.

Il partito conservatore, deluso dall’operato della premier inglese, starebbe valutando se chiedere di votare la sfiducia per la May.

Intanto la sterlina continua a perdere terreno, scambiando a 1,2803 dollari (-1,45%) e 1,1326 euro (-1,4%). Torna sulla parità, invece, la borsa di Londra: +0,07%.

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